Il Sacro Graal, Arild Rosenkrantz

Il Sacro Graal, Arild Rosenkrantz
Nella divinità del mondo
troverò me stesso
in essa io riposo
risplende la divinità dell'anima mia
nel puro amore per tutti gli esseri,
risplende la divinità del mondo
nei puri raggi della luce.
-R.Steiner-

sabato 19 aprile 2014

Pagan Easter!




- La Pasqua Pagana -



    Il termine "Easter" con cui in inglese si indica la Pasqua si riferisce ad un' antica divinità pagana dei popoli nordici, la dea Eostre, che governava antichi culti legati all'arrivo della primavera e alla fertilità dei campi.
“Eostur-Monath” era la dfinizione con cui i popoli anglo-sassoni chiamavano il mese lunare corrispondente all'incirca al nostro aprile e che i Celti usavano per l’equinozio di Primavera e successivamente il termine divenne “Ostara”. In questo periodo si celebravano feste in onore della dea Eostre associata ai diversi rituali dedicati al rinnovarsi della vita.
Il nome Eostre potrebbe derivare da aus o aes e cioè Est, ed infatti ci si riferisce ad una divinità legata al Sole nascente ed alla vita che è risvegliata dal suo calore.
Eostre aveva come animale a lei consacrato una lepre, simbolo di fertilità e sacro anche in molte altre tradizioni. I Britanni associavano la lepre alle divinità della luna e della caccia e i Celti la consideravano un animale con capacità divinatorie.
Per questa associazione alle divinità lunari, sulla superficie della Luna piena, i segni che si intravedono , pare rappresentino proprio una lepre. La raffigurazione della "lepre nella luna" appare in moltissime tradizioni cinesi, europee, africane e indiane. In quella buddhista la leggenda racconta di una lepre che si sacrificò balzando nel fuoco, per nutrire il Buddha affamato che, in segno di gratitudine, impresse l'immagine dell'animale sulla luna. In Cina la lepre lunare ha un pestello ed un mortaio con cui prepara un elisir di immortalità. Gli Indiani Algonchini adoravano la Grande Lepre che si diceva avesse creato la Terra. Nell'antica Europa i Norvegesi rappresentavano le divinità lunari accompagnate da una processione di lepri che portano lanterne. Anche la Dea Eostre era raffigurata con una testa di lepre.
La lepre di Eostre, che deponeva l'uovo della nuova vita per annunciare la rinascita dell'anno, è diventata l'odierno coniglio di Pasqua che porta in dono le uova, altro simbolo di fertilità.
Così le uova di Pasqua si ricollegano alle tradizioni pagane in cui si celebrava il ritorno della dea andando a scambiarsi uova “sacre” sotto l’albero ritenuto “magico” del villaggio, usanza che collega Eostre alle divinità arboree della fertilità.
Eostre/Eostar/Ostara è uno degli otto sabbat neopagani; si celebra il giorno dell'equinozio di primavera: 21 marzo nell'emisfero nord, 21 settembre nell'emisfero sud. )O(




Credits to:
- La soffitta delle streghe -





Torta di Mele vegan alla Queen Mab!!



- Rustica alle Mele ma Vegan!!! -


Operazione: pulizie di Primavera?? Si può fare anche con la nostra mensola "dolci" e finire qualcosa lasciato a metà confezione da ricette precedenti... a volte poi non si hanno le uova in casa e magari come me si ha un'intolleranza grossa ai latticini: l'ingegno è l'arma migliore che abbiamo in questi casi! 
Al via con la vostra fantasia... qui metto la mia, voi potete cambiare le carte in tavola, a seconda dei gusti e a seconda di ciò che avete in casa!
A me piace sempre creare la versione più "rustica" di ogni tipo di torta.. e poi, sarà anche vigilia di Pasqua, ma il tempo qui al cottage richiama ancor l'inverno.




Ingredienti:
- 50 g. di farina "0"
- 100 g. di farina di grano duro
- 150 g. di fecola di patate (oppure: 60 g. di fecola e 90 g. di amido di mais)
- 15-16 g. di polvere lievitante (io uso quello della "Belbake")
- 125 g. di zucchero di canna integrale grezzo
- 25 cl di acqua (o latte di riso)
- 10 cl di olio di semi
- cannella a piacere q.b.
- 600 g. di mele (io tolgo il torso ma lascio la buccia)
- buccia grattugiata di 1/2 limone
- 1 goccio di Grand Marnier (a scelta)
- 1 pizzico di sale





Preparazione:
Lavorare gli ingredienti liquidi (acqua, olio, liquore) con lo zucchero. In un piatto a parte mescolare insieme le 2 farine, la fecola, l'amido, il lievito, la cannella e il sale, setacciare bene il tutto e aggiungere ai liquidi con le fruste. Incorporare delicatamente le mele e la buccia di limone.
Volendo si può mettere una manciata di uvetta in ammollo nel liquore, strizzarla bene prima di aggiungerla all'impasto finale.
Se in casa poi avete noci, noccioline, mandorle o pinoli che v'avanzano, fate un po' di trito grossolano e aggiungete anche questo!
Cospargere qua e là con zucchero di canna in superficie.
Foderare con la carta forno una teglia circolare, stendere l'impasto. Infornare a 180°. Considerando che ogni forno è diverso e ci mette il suo tempo fidatevi solo della prova stuzzicadente! Con tante mele risulta comunque molto morbida.


Buona torta!!! e... Buona Pasqua!!!
- Queen Mab -



domenica 13 aprile 2014

I simboli pasquali: "Luna e Sole = Graal"




- La Falce di Luna e la Pasqua -




    "Cercando di interpretare questa figura che si presenta in cielo, debbo richiamare l’attenzione sopra una legge importante e un importante dato di fatto. Naturalmente il fenomeno della falce lunare dorata si verifica in quanto i raggi solari fisici illuminano la Luna. La Luna viene illuminata dal lato dove si trova il Sole, e la parte illuminata ci appare come il primo spicchio di Luna, ovvero la falce lunare. In essa riposa l’ostia oscura. Dal punto di vista fisico si tratta della parte non illuminata, alla quale cioè non possono arrivare i raggi solari; dal punto di vista spirituale, è anche qualcosa d’altro. Quando i raggi del Sole colpiscono una parte della Luna e ne vengono riflessi con un fulgore aureo, qualcosa passa però attraverso la materia fisica; quello che così attraversa la materia è la parte spirituale che vive nei raggi solari. La forza spirituale del Sole non viene trattenuta e riflessa, come la forza fisica del Sole. Essa penetra attraverso la materia, e in quanto viene trattenuta dalle forze della Luna, possiamo scorgere in realtà la forza spirituale del Sole in ciò che riposa entro la coppa dorata. Si può dunque affermare che nella parte oscura della Luna vediamo la forza spirituale del Sole. Nella parte dorata, nella coppa, scorgiamo la forza fisica del Sole, che come tale viene riflessa nei suoi raggi. Lo Spirito del Sole riposa entro la coppa della forza fisica del Sole, quando lo si contempla in questo modo. In verità dunque lo Spirito del Sole è contenuto nella coppa della Luna.
Se adesso ricordiamo tutto quanto in tanti anni abbiamo detto sullo Spirito del Sole e sul suo rapporto con il Cristo, l’aspetto fisico della Luna, in quelle condizioni, assume il significato di un simbolo importante. Per il fatto che essa riverbera i raggi solari, dando luogo all’apparizione della falce lunare, dell’aurea coppa, la Luna ci appare come portatrice dello Spirito del Sole: questo vi si ritrova nella forma del disco oscuro simile a un’ostia.
Ricordiamoci ora che nella leggenda di Parsifal viene messo in rilievo che ad ogni ricorrenza del Venerdì Santo, cioè per Pasqua, un’ostia discende dal cielo, s’immerge nel Graal, si rinnovella: ad ogni Pasqua s’immerge nel Graal un nutrimento apportatore di ringiovanimento. E fu proprio un Venerdì Santo che anche Parsifal fu avviato al Graal dall'eremita, nei giorni vicini alla Pasqua, il cui significato per il Graal fu nuovamente presentato all'umanità nel "Parsifal" di Wagner.
Teniamo conto, a questo punto, che la determinazione della data della Pasqua avviene conforme a un’antica tradizione, una di quelle tradizioni che fanno parte dell’azione dell’impulso del Cristo nelle profondità delle anime umane. Qual è il giorno nel quale si celebra la Pasqua? Quando il Sole di primavera (cioè il Sole nella sua forza ascendente, il nostro simbolo per il Cristo) festeggia il suo giorno, cioè la domenica, dopo il plenilunio di primavera. Come si trova nel cielo la Luna di primavera, nel giorno della festività di Pasqua? Come deve sempre trovarsi nel cielo, in coincidenza con la festa di Pasqua? Evidentemente, essa deve cominciare la sua fase calante, cioè deve tendere a ridiventare falce. Questo significa che a Pasqua deve cominciare a rendersi visibile quella parte oscura, vuol dire che nella falce si deve trovare parte dello Spirito solare che ha trovato la sua forza primaverile.
In altre parole: secondo un'antica tradizione, a Pasqua deve apparire nel cielo l’immagine del santo Graal. Così infatti dev'essere. Chiunque può quindi contemplare a Pasqua l’immagine del santo Graal; proprio per questo è stata stabilita in quel determinato modo la data della Pasqua, secondo un’antichissima tradizione."

- Rudolf Steiner -



N.B.: E' la stessa falce di luna che la tradizione cristiana raffigura sotto i piedi di Maria, la "donna vestita di Sole", con il capo incoronato dalle dodici costellazioni. Immagine che in sé racchiude tutta la simbologia della Divina-Sophia.






Credits to:
www.larchetipo.com
Rudolf Steiner: "Cristo e il Mondo spirituale – La ricerca del Santo Graal" ,
O.O. N° 149. Editrice Antroposofica, Milano 1996.




Tempo di Pasqua e di riflessione!!




- Il Dono Divino -


    "Il Cristo è il più grande Avatar, e quando discende quaggiù una tale Entità, come il Cristo discese in Gesù di Nazareth, allora accade qualcosa di misteriosamente importante. 
Se seminiamo in terra un chicco di grano, esso germina e ne salgono su steli e spighe che contengono tanti chicchi, copie dell’unico chicco di grano da noi seminato. In ugual modo accade nel Mondo spirituale, poiché «tutto l’effimero non è che un simbolo» (Goethe). 
Quando l’evento del Golgotha fu compiuto, accadde qualcosa al corpo eterico e al corpo astrale di Gesù di Nazareth: essi furono moltiplicati dalla potenza del Cristo, e da allora in poi nel Mondo spirituale vi furono tante e tante repliche di quel corpo eterico e di quel corpo astrale. Ed esse continuarono ad operare. 
Quando viene quaggiù una individualità spirituale, assume un corpo eterico e un corpo astrale. Nel caso il karma di quella individualità lo permetta, essa riceve, insieme agli altri veicoli, una "copia" del corpo eterico di Gesù di Nazareth. 
Questo si verificò, ad esempio, nei primi secoli della nostra èra, in Sant’Agostino, che ricevette come proprio corpo eterico la copia del corpo eterico di Gesù di Nazareth. Mentre l’astrale e l’Io erano suoi. 
In tal modo, quello che l’Uomo-Dio di Palestina aveva sviluppato, poté trasferirsi in altri uomini che dovevano portare avanti la Forza-Cristo e il Suo impulso. Poiché però Sant’Agostino aveva il suo proprio astrale e il suo Io, era esposto a tutti i dubbi e a tutte le incertezze, che gli fu difficile vincere, in quanto gli venivano dagli elementi della sua natura non ancora perfezionati. Quando riuscì a domare una tale lotta interiore, trovò in sé quella replica dell’eterico di Gesù di Nazareth le cui forze erano insite nel proprio corpo eterico, e per un determinato periodo riuscì così ad annunciare alcune verità come un grande discepolo dei Misteri. 
Molti altri ve ne furono come lui, ai quali fu permesso che si schiudessero sublimi idee archetipiche; esse germogliarono negli uomini del VI, VII e VIII secolo della nostra èra, grazie alle "copie" del corpo eterico santificato di Gesù di Nazareth insite nel loro corpo eterico. Essi ebbero in dono, oltre al contenuto della dottrina del Cristo, la copia del corpo eterico di Gesù di Nazareth inserita nel loro corpo eterico, e per questo comprendevano, per intima consapevolezza, che il Cristo vive. 
Accadde lo stesso a Paolo quando ebbe la nota visione. Fino ad allora qualcuno si era forse fatto convertire da ciò che si sentiva raccontare dell’evento di Palestina? Nessuno era stato in grado di trasformare Saulo in Paolo, eppure la spinta più potente partì in seguito proprio da lui, accesosi di un fuoco radiante grazie ad un evento occulto. 
Fanno realmente una ben strana figura coloro che vorrebbero un Cristianesimo privo di illuminazione spirituale! E a loro volta, attraverso l’interiore illuminazione, si propagarono le copie del corpo astrale di Gesù di Nazareth in altri uomini; costoro poterono sperimentare il Cristo nella propria vita interiore, perché portavano dentro di sé un residuo del Cristo storico. Negli ulteriori secoli, XI, XII, XIII e XIV, alcuni uomini maturi karmicamente per questo, ricevettero nel loro corpo astrale una copia del corpo astrale di Gesú di Nazareth. 
Fra queste persone vi furono San Francesco d’Assisi, Sant’Elisabetta di Turingia e molti altri. Tanti e tanti, grazie alla Forza-Cristo che continuava ad agire, ne divennero ricettacoli e propagatori per la posterità. Ma qualcos’altro ancora era stato serbato per un’epoca più avanzata: la copia dell’Io di Gesù di Nazareth. 
Il suo Io si era ritratto dai tre corpi quando il Cristo vi entrò, ma ne era rimasto un archetipo, una copia che ancor oggi esiste. Lo si può ritrovare in persone che se ne rendono degne, e così al contempo si può ritrovare il fulgore della Forza-Cristo e la potenza propulsiva del Cristo, inseriti l’uno e l’altro in tale copia, sublimata dall’Io di Gesù di Nazareth. 
La manifestazione fisica di questo fatto avviene nel sangue. Questo è un grande segreto; ma ci sono stati sempre uomini che lo conoscevano e che sempre, a partire dall’evento del Golgotha, nel corso dei secoli, si adoperarono affinché l’umanità evolvesse fino a poter accogliere in sé una replica dell’Io di Gesù di Nazareth, come era accaduto per coloro che avevano potuto accogliere il corpo eterico e l’astrale. Fu allora necessario trovare come poter conservare segretamente il mistero di questo Io. 
Fu quindi costituita, per tale scopo, la Fratellanza del Santo Graal, che fu posta a guardia di questo mistero. Lo ha sempre custodito. Del suo iniziatore ci viene detto che prese il calice di cui si era servito il Cristo durante l’Ultima Cena. In tale coppa, che è il Santo Graal, raccolse il sangue del Redentore quando era sulla croce: preservò così il mistero della copia dell’Io del Cristo-Gesù nella coppa, ponendola in un luogo sacro, presso la Confraternita di coloro che furono ordinati “Fratelli del San Graal”
È giunto oggi il tempo nel quale, se i cuori degli uomini si schiudono ad una vita spirituale, possono giungere alla comprensione di questo grande mistero. 
La vista di quella sacra coppa può rendere mature le anime alla conoscenza del mistero dell’Io del Cristo, di quello che esso può divenire in ogni uomo. Per accogliere l’Io del Cristo, guardando al Santo Graal, dobbiamo considerare come evento reale ciò che è accaduto per noi, e, accogliendolo come tale, abbandonarci ad esso. 
Se gli uomini saranno in seguito sempre più preparati, comprenderanno in che misura il Cristo sia il grande Archetipo dell’umanità. E quando l’umanità l’avrà capito, riuscirà a rendersi conto di come dalla Morte in croce sul Golgotha derivi la certezza della Vita. Sempre più profondamente i cristiani del futuro riconosceranno il Cristo che ha subíto la morte nel Risorto trionfante dell’Apocalisse e nel Cristo innalzato che con sé innalza tutti gli uomini sino alla destra del Padre."




Credits to:
Rudolf Steiner: "Economia spirituale e reincarnazione", 
da una conferenza sulla Pasqua tenuta a Colonia l’11 aprile 1909,
O.O. N° 109.
***
- La Scienza dello Spirito -



Incontri karmici sulla via della vita...




- L'Incontro Karmico -






    «Il re Milinda incontrò il saggio Nāgasena a Sāgala, l’incomparabile città, come il Gange incontra il mare». Queste parole poste come prologo delle “Domande del re Milinda” – un testo buddhista che non fa parte del canone, eppure è un’opera di grande autorevolezza filosofica – dipingono con poche ma efficaci pennellate tutta l’inevitabilità dell’evento karmico, il suo improcrastinabile compimento, voluto e predisposto dall’anima da tempo immemorabile. Come il fiume sfocia necessariamente nel mare, così il re Milinda deve per forza di cose incontrarsi con Nāgasena. Perché se, da un lato, una terra arida chiede l’acqua, dall’altro c’è una sorgente pronta a traboccare, allagando il suolo circostante. L’incontro karmico è preordinato e dettagliatamente previsto in tutte le sue parti: uno chiede perché l’altro è già pronto a donare; viceversa l’altro dona perché il primo è già pronto a ricevere. 

Nella biografia di ciascuno di noi ci sono alcuni incontri karmici importanti che hanno lo scopo di conformare i nostri corpi (fisico, eterico, astrale, Io): 
1) l’incontro con i genitori che ci hanno dato la vita biologica, in seguito alla nostra scelta prenatale; 
2) l’incontro con il Maestro umano, che plasma le nostre inclinazioni, frutto dei temperamenti (collerico, sanguinico, flemmatico, melanconico); 
3) l’incontro con il compagno o la compagna con cui possiamo riformare la sintonia della vita astrale dell’originario Androgine (che in sé era maschile e femminile; 
4) infine – dietro impulso del punto 3 – l’incontro con il Maestro spirituale o Amico spirituale, che ci aiuta a incarnare l’Io Superiore e a traghettarlo – con il sostegno del nostro Angelo custode – verso il Sé spirituale.

Parsifal è l’eroe moderno che vive distintamente questi quattro incontri: il primo con la madre Herzeloyde, il secondo con il Maestro d’armi Gurnemanz, il terzo con la sua sposa Condwiramurs, il quarto con l’eremita Trevrizent, che farà di lui il vittorioso custode del Graal. 



GABRIELE BURRINI






Credits to:
- La Scienza dello Spirito -




martedì 1 aprile 2014

Il Pentacolo - Significato simbolico




La stella a 5 punte rappresenta l'uomo nuovo.




   "L'Essere Umano mentre sviluppa se stesso dando la caccia alla Coscienza di Sé lungo la via del Se. L'Essere Umano che, superato il condizionamento educazionale e raggiunta la totalità del superio, va alla ricerca dell'iopsichistico. Una stella a cinque punte eseguita con una linea chiusa. Perché l'Essere Umano segue una linea chiudendo un ciclo attraverso la costruzione del proprio Potere di Essere e sviluppando la Coscienza di Sé. Questa stella a cinque punte è chiusa all'interno di un cerchio perché l'Universo circonda tutto il ciclo del divenire dell'Essere Umano. Cinque punte. Ogni punta sta a simboleggiare un obiettivo lungo la Coscienza di Sé da raggiungere o armonizzare dall'Essere Umano nel corso della formazione del proprio divenire. La punta più alta rappresenta la ragione dell'individuo nel processo d'espansione nel mondo quotidiano della ragione. La ragione come costruzione dell'Essere Umano nel tentativo di mettere ordine nel mondo circostante dopo il blocco della barriera del GIH. Quella punta tende a restringersi. Rimpiccolissi. Questo perché sparendo il condizionamento educazionale prima e la barriera all'interno del cervello poi la ragione perde la sua posizione centrale nell'individuo per occupare soltanto un angolo. La ragione, espropriata del posto di preminenza nel fare dell'individuo, da padrona diventa strumento d'uso dell'individuo stesso. La punta di destra della stella sta a significare il sentire. Non solo l'udire, che ne è un aspetto, ma sentire come percezione d'insieme dell'universo circostante comprendendolo e connettendone contemporaneamente gli elementi. Sentire il pulsare del mondo circostante e il fluire delle linee di tensione. La punta sinistra della stella sta a simboleggiare il vedere. Per vedere si intende non il guardare la forma delle cose con gli occhi, parte comunque del vedere, ma la visione dell'essenza delle cose, la loro noumenia, la quale, pur essendo riferita agli occhi, è vista con l'intera totalità dell'Essere. La totalità dell'Essere Luminoso che cresce dentro all'Essere Fisico. La totalità dei suoi bisogni e del suo modo di essere. Le sue fasce di luce, le sue tensioni. Infine le ultime due punte in basso. La punta di destra rappresenta il superio, quella di sinistra l'iopsichistico. Queste due punte tendono a svilupparsi a mano a mano che l'Essere Umano procede lungo la via dello sviluppo della Coscienza di Sé lungo la via del Se. Si sviluppano in modo omogeneo a mano a mano che l'Essere Umano procede. Possono essere sbilanciate quando un'Essere preferisce privilegiare il superio o l'iopsichistico come principale nello svolgersi del suo percorso.
Il pentagono centrale. Esso rappresenta il principio equilibratore dell'Essere Umano. E' la volontà di Essere; il volere di Essere. La determinazione. Il desiderio di percorrere il sentiero della propria esistenza. E' la riaffermazione di se stessi. E' il principio del movimento per il movimento. Quando un Essere Umano muore, nel significato che la sua Energia Vitale inizia il processo di stagnazione, il punto d'inizio della morte è il pentagono. La sede della volontà come principio equilibratore dell'Essere Umano. La volontà: l'Energia Vitale fatta Essere. Il volere è il surrogato della ragione della volontà. Il volere è lo stretto passaggio il cui attraversamento porta alla volontà. Il volere è ciò che è rimasto all'Essere Umano anche se limitato dal Condizionamento Educazionale e dalla barriera all'interno del cervello da cui poter partire per percorrere il sentiero della Coscienza di Sé.
Questo è il significato della stella a cinque punte disegnata da una linea chiusa all'interno di un cerchio. Quando il pentagramma centrale è regolare e tutte e cinque le punte sono uguali diventa il simbolo dell'Essere Umano che non ha scelto. Un Essere Umano in cui il divenire è ancora intatto, ma non in atto, nemmeno come inizio. Tanto più grandi sono le punte inferiori della stella, tanto maggiore è l'avvicinamento dell'Essere Umano alla totalità di sé stesso. Alla Coscienza di Sé lungo il Se.
La stella a cinque punte rappresenta l'Essere Umano.
La stella a cinque punte rappresenta il Psichista.
La stella a cinque punte rappresenta il Guardiano.
Mai e poi mai può rappresentare un seguace degli Esseri autospacciatisi per dio creatore.
Mai!
Costoro possono soltanto pregare affinché il loro "dio" conceda loro il dissolvimento di se stessi come nulla. La stella a cinque punte rappresenta i ricercatori di verità; delle contraddizioni; del divenire!"

- Anonimo -





Questo scritto del 1985 dà solo un'idea vaga del significato della Stella a Cinque Punte all'interno di un cerchio. Dal momento che specificare ogni elemento del simbolo richiederebbe un trattato molto lungo;[....], al fine di dare un'idea al lettore del significato religioso della Stella a Cinque Punte nel Paganesimo Politeista e nella Stregoneria.[....] 






Credits to:
"La soffitta delle Streghe"




sabato 29 marzo 2014

Pastel Spring Style



A Pasqua... 
ogni (color) Pastello va bene!!!
(all we need a little sweet love!)

































































































Immagini dal web...

- Queen Mab -