Il Sacro Graal, Arild Rosenkrantz

Il Sacro Graal, Arild Rosenkrantz
Nella divinità del mondo
troverò me stesso
in essa io riposo
risplende la divinità dell'anima mia
nel puro amore per tutti gli esseri,
risplende la divinità del mondo
nei puri raggi della luce.
-R.Steiner-

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domenica 13 maggio 2018

Antroposofia: Nel principio tutto era "femmina"




Quando l’umanità cominciò a separarsi in due sessi, ai principi dell’era atlantica, la società e l’organizzazione umana la si poteva paragonare ad un alveare. Tutto era nelle mani delle “api” femmine, mentre i “fuchi” maschi venivano utilizzati solo per la procreazione.


Le femmine erano più numerose, a differenza dei maschi: esse usavano soprattutto la telepatia per comunicare, esse potevano tramite il linguaggio e il canto, iniziare a usare una comunicazione poggiante su immagini di pensiero. Esse ricevevano immaginazioni e ispirazioni dal mondo spirituale ed erano in grado di tradurle in una forma di pensiero immaginativo in modo tale che i maschi, potessero poi realizzare nella pratica, indicazioni pratiche utili per la vita quotidiana. I maschi non avevano capacità immaginative, ma disponevano solo di forza di volontà magica e forza fisica: erano esseri d’azione, di movimento. Le donne cantavano le gesta degli Dèi, in cui si imparava ad accendere il fuoco, a lavorare il metallo, a coltivare la terra, a cacciare, ad armonizzare con la natura. Tutto questo insegnamento veniva impartito dal cielo verso le donne ed esse verso gli uomini.
Molte entità spirituali si incorporavano in corpi umani femminili e “ammaestravano” l’umanità bambina.

L’umanità femminile era ispirata dal divino, riceveva comunicazioni direttamente dall’alto, spontaneamente, tramite sogni, vaticini, e divinazioni.
Tutto il patrimonio spirituale di conoscenze misteriche, tutto ciò che come “rivelazione divina” diventò “tradizione ecclesiastica sacerdotale” fluì nell’umanità grazie al potere spontaneo chiaroveggente femminile. Nell’anima femminile si riversavano visioni, immagini: nelle Pizie, nelle sacerdotesse, nelle indovine.


Tutto ciò che ad esempio conosciamo come Antico Testamento, un tempo non era scritto ma veniva riportato in forma orale: derivava da veggenza “della pancia” femminile, che si presentava nel mondo femminile. Il fatto che nella Bibbia si parli soprattutto di “profeti maschi” è dovuto al fatto che la conoscenza femminile venne “interpretata” e codificato in linguaggio dialettico dai maschi di cui ne divennero i portatori. Molti profeti venivano “ispirati” da femmine a loro vicine, compagne o no, dalle quali ricevevano le forze di veggenza e di ispirazione. La donna “parlava” entro l’anima maschile e gli rivelava i segreti del cosmo. Non era l’uomo l’artefice delle visioni. Vi era quasi sempre una donna, dietro ad un profeta che lo illuminava direttamente o indirettamente.
Quindi tutto il patrimonio spirituale che venne annotato nei libri sacri è “femmina”, proveniente da potere di ispirazione chiaroveggente femminile.
 
L’umanità è quindi nata femmina ed è stata guidata spiritualmente dalla conoscenza ispirata delle donne.
L’uomo è quindi un essere più giovane rispetto la donna, è arrivato dopo, ha cominciato ad influenzare il mondo più tardi.
Gli uomini antichi agivano nel mondo sotto ispirazione delle donne: essi non avendo forze interiori individuali, si affidavano alla saggezza femminile, che li guidava come intermediarie.
L’umanità non poteva però rimanere solo femminile, collegata al mondo spirituale, guidata dal mondo spirituale. Doveva diventare autonoma, indipendente anche dalla guida del cosmo. Occorreva che il “filo” fra Dèi e umanità venisse reciso: e al maschio venne consegnata questa missione.
 
L’uomo doveva riconquistare da sé in modo consapevole la saggezza del cosmo, ma non ricevendola in modo spontaneo: ma conquistandola con le proprie forze. L’umanità doveva smettere di “sognare” il mondo divino, per viverlo in piena coscienza. Essa dovette “scollegarsi” dal divino e perdere la connessione.


 
Credits to:
unocornos.com
Tiziano Bellucci da Erosophia




sabato 16 gennaio 2016

Definizione di: "UOMO"




UOMO (Eso.) - Il termine deriva dal sanscrito bhumi (terra), che diventa bhuman (creatura), poi trasforma l'aspirata bh in h e diventa human; anche bhumi diventa humi e poi humus. È il prodotto della terra, che alla terra ritorna, anche se in esso vive, quasi sempre non percepita, una parte che della terra non è, e che della componente terrestre si avvale per operare in questo mondo. È un animale (Vertebrati, mammiferi, primati), che si distingue dagli altri animali principalmente per la sua stazione eretta, poi per il fatto di essere dotato di ragione e di autocoscienza, facoltà che non sempre adopera, o adopera in modo corretto, di avere un linguaggio articolato e di saper comunicare. Per definizione, l'uomo è un essere cosciente e responsabile dei suoi atti, capace di distaccarsi dal mondo organico oggettivandolo e strumentalizzandolo, soggetto di atti non immediatamente riducibili alle leggi che regolano il restante mondo fisico. L'uomo nasce come forma eterea, prodotta da Esseri divini superiori, poi come Nato dal Sudore, quindi Androgino. Solo verso la fine della Terza Razza avviene la separazione dei sessi e la umanità diventa bisessuata. Nelle prime tre Ronde, l'uomo fu dapprima una pietra, poi una pianta, quindi un animale, diventando veramente uomo solo nella Prima Razza di questa umanità. La scienza ha dimostrato che nel feto, la filogenesi ripete questi stadi durante i primi mesi di gravidanza. Attraverso le reincarnazioni, l'uomo svolge la sua evoluzione nel mondo manifestato partendo dallo stadio minerale, passando poi al vegetale e quindi all'animale: al termine esso accede allo stadio intellettuale, a quello psichico e, infine, a quello spirituale. Per questo motivo si dice che l'uomo contiene la totalità dei regni della Natura. Secondo la Scienza Occulta, l'uomo compare prima dei mammiferi, per cui la sua derivazione dalla scimmia è impossibile. Quando allo stadio iniziale l'uomo era etereo, il suo rapporto con il divino era diretto; quando il suo vestito di carne si indurì, tale rapporto cessò: l'Uomo Interno non fu più in grado di dialogare con i suoi Istruttori celesti. La Saggezza Divina rimase in mano solo a pochi Adepti che custodirono i Sacri Misteri. Il peccato originale e la maledizione andrebbero letti in un modo diverso da quanto viene presentato dalla chiesa cattolica. La cosiddetta "trasgressione" è l'avvento dell'autocoscienza, senza la quale l'essere umana non avrebbe potuto fare alcuna evoluzione; la transizione da "uomo che crea" ad "uomo che genera" consiste nell'uso del corpo per la procreazione ed è il prezzo pagato per trasferire la Sapienza dal Cielo alla Terra. La corruzione della purezza fisica è il punto di inizio per raggiungere la purezza spirituale. Il terzo occhio, che all'origine serviva all'uomo per la visione diretta, senza passare attraverso il senso della vista, non più adoperato dopo l'indurimento del corpo, si è ritirato allo interno della testa, diventando quella che oggi viene chiamata la ghiandola pineale. Razze, sottorazze, etnie, ecc., nascono, crescono e muoiono come la singola persona umana. L'uomo odierno è il frutto di una serie infinita di incroci, attraverso un indeterminato numero di razze. Caratteristica di ogni fenomeno che riguarda l'uomo è il numero Sette. L'uomo ha sette principi e per questo viene rappresentato talvolta con una croce (lo sviluppo del cubo: quattro quadrati verticali che rappresentano il maschile e tre quadrati orizzontali che rappresentano il femminile), oppure da un triangolo sopra un quadrato. L'uomo è il capolavoro della creazione, Dio in Terra (secondo Eliphas Levi), mentre Dio è l'Uomo in Cielo. Nell'uomo si riflette interamente il mondo fenomenico (per questo viene chiamato microcosmo in rapporto al macrocosmo), è l'Alfa e l'Omega della creazione oggettiva. È ovvio che, esotericamente, per uomo non si intende il corpo fisico visibile, bensì la Divina Monade che vi si nasconde. Che cosa sia la vita dell'uomo è impresa tentata da quasi tutti i filosofi, ma da tutti mancata. Al di là delle enfasi e della retorica, tanto cara soprattutto ai teologi, riportiamo il parere di un grande filosofo che, forse più degli altri, si avvicina alla verità. Egli scrive: "È in una buia notte caotica, così ciecamente chiamata vita, la notte in cui lotta, fatica e combatte incessantemente l'uomo, senza uno scopo razionale, procedendo a tentoni, impegnati nei compiti più svariati. È una schiavitù materiale che, creata dagli stessi uomini, lega l'uomo alle circostanze, al suo corpo, a prove di ogni genere, vincolandolo alle cose che più disprezza ed odia. Solo quando la sofferenza insegna all'uomo il vero senso della vita, cessa la continua proiezione esteriore dell'oscurità che acceca la sua anima, le devastazioni cominciano a placarsi, le tenebre cominciano a dissolversi. Allora, come diceva il Buddha, la sofferenza libera dalla sofferenza. Dopo l'informe, il vuoto, le tenebre, vi è la Luce, una luce che arde senza stoppino e senza combustibile".



Credits to:
Glossario de "La Dottrina Segreta"
www.spiritual.it

Opera:
Mercurio di Hendrick Goltzius




sabato 19 settembre 2015

Antropologia: Le Grandi Madri (il matriarcato)


Frida Kahlo - L'amoroso abbraccio dell'universo, 1949



L'antico ruolo sociale, religioso e politico delle donne-matriarche è stato completamente offuscato e rimosso dalla nostra memoria collettiva.
Il pensiero comune ritiene che nella storia dell’umanità il ‘secondo sesso’ – per usare un’espressione della Beauvoir – abbia assunto un ruolo minore, ma non si considera che il patriarcato è presente circa da seimila anni, mentre il matriarcato era già esistente fin da ventimila anni prima del Neolitico.

La parola “arché“, nel suo significato più antico, non significa “dominio” ma “inizio”: dunque la parola “matriarcato” vuol dire “all’inizio le madri” con riferimento sia al dato biologico, sia al fatto che la civiltà ebbe inizio con loro.
Nella nostra contemporaneità, le forze prevalenti sono, che dir si voglia, quelle maschili. La nostra è una società di tipo patriarcale, patrilineare, fondata sulla lotta di potere e su di una cultura di stampo capitalista, fondamentalmente atea e razionalista.

Tuttavia, resistono ancora realtà matriarcali differenti come i Moso della Cina sudoccidentale e le tribù irochesi nel nord America, in cui la linea di discendenza proviene dalla madre ed alle donne spetta il ruolo non di governanti, ma di quelle che io definirei ‘mediatrici sociali’.
Esse infatti, come afferma Heide Goettner-Abendroth in un’intervista, non si pongono in alto ma ‘al centro’, quasi a rapprensentare una sorta di punto radiante e di riferimento per la comunità. Dunque è sbagliato considerare le società matriarcali in forma speculare a quelle patriarcali, in quanto le prime non sono costruite secondo una struttura gerarchica e di potere.
La società matriarcale si fonda sui principi di ‘condivisione’, ‘dono’ e ‘cura’, valori che oggi sembrano essere dimenticati, ma che in realtà andrebbero recuperati e riadattati alla nostra realtà sociale. In queste società è presente una reale parità di genere, un’economia egalitaria e bilanciata; la politica è basata sulla formula del consenso,  sul rispetto dell’ambiente e non sulla sua distruzione e sfruttamento.

Quello che mi preme sottolineare, è anche l’importanza che queste culture attribuiscono alla spiritualità, la quale permea ogni settore della vita, e della quale le donne si fanno (ancora) mediatrici e rappresentanti.

Tuttavia, la storia del matriarcato è stata una storia di conquista e sottomissione.

Si ipotizza che verso il XII secolo a.C sia avvenuta la distruzione e la colonizzazione delle antiche società matriarcali del sud continente asiatico ed europeo da parte delle popolazioni nomadiche dell’Europa centrale.

Dunque si impone un modello di società diverso: quello patriarcale, un'organizzazione familiare e sociale fondata sull’autorità assoluta del padre e sulla discendenza dei diritti e dei beni secondo la linea maschile.

Così il ruolo focale della donna è andato sempre di più marginalizzandosi. A livello religioso-cultuale, ad esempio, essa ha perduto il suo ruolo centrale. La sacralità della donna risiedeva nella sua condizione di medianità tra la vita e la morte, il terreno e il divino; ma soprattutto nel riconoscimento del suo ruolo di entità creatrice.
Questo suo potere di generare vita, questa sua sapienza innata del corpo, le dava il pieno diritto di essere considerata rappresentante e incarnazione terrena della ‘Grande Madre’, ovvero colei che è creatrice e legislatrice dell’universo: come Inanna per i sumeri, Ishtar per i babilonesi, Cibele per la civiltà anatolica o la Dea dei serpenti cretese.


Ishtar


Inizialmente, il sacerdozio femminile era l’unico esistente (nel caso di partecipazione da parte degli uomini, essi dovevano assumere sembianze femminili attraverso la castrazione e la vestizione); poi nel periodo di transizione tra società matrifocali e quelle patriarcali, la legittimazione del governo era  gestita dalla Sacerdotessa che unendosi ad un eletto re in un rituale sacro ( lo ‘ieros gamos’) gli donava parte del suo potere e la possibilità di reggere per un anno le questioni temporali. Infine, attraverso un lungo processo di rovesciamento, di guerre ‘di miti e di spade’, l’uomo assunse su di sé tutte le funzioni che prima spettavano alle donne.

Inoltre, è avvenuto quello che Jung chiama ‘l’interessante rovesciamento biologico’ in cui le religioni storiche e monoteiste hanno rovesciato il principio della creazione dal femminile al maschile, dal basso all’alto (e dall’interno all’esterno); sostituendo la generazione feconda dalla materia, dall’utero della Grande Madre , alla generazione sterile, incorporea, mossa dal pensiero di un Dio Padre dagli attributi esclusivamente maschili. Così cambia la concezione del ‘sacro’ e nascono le religioni storiche, così lo Spirito si astrae e diventa un Principio, allontanandosi dal suo luogo d’origine , dalla Madre e da ciò che in origine era la sua incarnazione vivente: l’intero creato, tutti gli esseri e le piante.

Tornando all’archetipo della Grande Madre, Erich Neumann nel suo studio La Grande Madre. Fenomenologia delle configurazioni femminili dell’inconscio, afferma che esso viene associato allo schema ‘corpo-vaso-donna’, per indicare al tempo stesso la sua capacità di contenere e creare il mondo, di portare alla luce ma anche di celare il tutto.

La Grande Madre è associata anche all’immagine dell’Uroboro, il serpente cosmico, dunque al ciclo trasformativo della vita e della morte; ma anche a tutto ciò che è ‘numinoso’, che suscita terrore e meraviglia al contempo. Essa è l’immagine del mistero della nascita e del Cosmo. La Grande Madre è anche simbolo di fertilità, di colei che accoglie e nutre: è proprio su questo archetipo che sono fondate la società matriarcali.

L’iconografia maggiormente conosciuta di questo archetipo è quella della Venere di Willendorf, una statuetta paleolitca rinvenuta nel 1908 dall’archeologo Josef Szombathy, in Austria. Un’ altra raffigurazione emblematica è quella della ‘Dea dei serpenti’, divinità femminile cretese per eccellenza venerata da almeno il 3000 a.C. fino al 1200 a.C.

In aggiunta, credo sia importante sottolineare che leggendo gli antichi inni alle Dee Madri, si evince che esse non sono solo figure materne dal grembo fecondo, non sono legate esclusivamente alla terra, ma anche al cielo; esse sono anche legislatrici di vita, coloro che conducono fuori dal caos primogenio attraverso l’equilibrio e l’armonia. In un inno a Ishtar si legge: “Colei che guida l’umanità, Colei che possiede la legge e la sovranità celeste” (caratteristica, questa, che sarà esclusiva prerogativa del Dio Padre).

Per chiarificare questi concetti, credo sia utile riportare quanto scrive Luciana Percovich nel suo libro Oscure madri splendenti (Venexia, 2007) in merito alla distinzione tra sacro (femminile) e divino (maschile):

"La nozione di “sacro” nasce collegata al corpo femminile e alla conoscenza interiore, intima; designa la soglia tra umano e sovraumano, tra vita e morte, tra niente e vita, è legata al concetto di Sofia, sapere spirituale ma collegato all'esperienza, che passa attraverso la compessità delle azioni del corpo e l’attivazione di energie più sottili di quelle della mente.Quella di “divino” sorge in presenza di un corpo maschile, successivamente al furto delle funzioni connesse al sacro; dalla percezione di una separazione (del figlio dalla madre, della mente dalla materia) e dalla razionalizzazione di una mancanza (la capacità di generare direttamente); è sempre connessa a personificazioni gerarchiche e con vicende umane e storiche di eroi o semidei; filosoficamente si concettualizza come logos in tutte le -logie, connotate dall'essere sapere intellettualmente astratto.

La spiritualità basata sul sacro si trasforma in regime di patriarcato in teologia, che è “teologia della separazione”, discorso sul divino, interrotto qua e là dalle irruzioni del rimosso in forma di ‘misticismo’."

Credo che rimanga poco da aggiungere: simbolo della vita come della morte, della creazione e della distruzione, della maternità e della verginità, del cielo e della terra, della legge e della ribellione, la Grande Madre possiede la capacità di contenere in sé gli opposti, unficandoli ed esprimendoli nella loro massima potenza.




Credits to:
"Introduzione al matriarcato" di Jennifer Poli
Pubblicato il 7 settembre 2015 da NUOVE FINZIONI




martedì 15 luglio 2014

Il Sacro Sangue ai Tempi d'Oggi...




- L'Amore di Myriam -




Il Sacro Sangue:

Nel “sacro sangue”  scorro, e con  Amore a Te vengo…

Sangue… che da sempre spaventa l’immaginario dell’umano.
Sangue …che sigilla la porta della Vita.
Sangue…che si intossica quando dimentichi chi Sei.
Sangue… che si inquina quando Ti lasci influenzare.
Sangue… Cristico che spesso hai cercato sugli altari.

Si…è di SACRO SANGUE che oggi vengo a parlarti.

Il  sangue Femminile
Il  sangue delle Donne che partoriscono il NUOVO  senza più dolore.

Il sangue Maschile
Il sangue degli Uomini che lavorano senza più sudore.
Credenze e introiezioni che si dissolvono grazie alla frequenza del NUOVO tempo.

Elemento Sacro del tempio della Tua Anima
Il Sangue, Ora, LIBERO scorre.
Il Sangue è GIOIA, perché origina dal CUORE
e grazie al CUORE arriva in ogni parte di Te con Nuove informazioni.
Il Sangue, ORA, è acqua pulita senza più ristagni.
Il Sangue CRISTICO –  istilla ovunque gocce di  Nuova Compassione.

Il tuo Sangue è NUOVO.
Il tuo Sangue è rinnovato.
Il  tuo Sangue  è REGALE.
SANTO GRAAL capisci ora cos’è? Ricordi?
Io e il mio amato - Il seme Cristico Femminile e Maschile.  L’umano e la sua ANIMA.  
L’unione  DIVINA dentro di Te.  E’ REGALE, e nel tuo sangue scorre quando TI UNISCI a Te stesso. Nella separazione da TE… tu dimentichi la tua Sovranità e la Regalità del tuo SACRO Sangue.

Lascia scorrere attraverso le scorie del tuo corpo ogni forma di Separazione. Nulla è brutto - Nulla è bello. Nulla è buono -  Nulla è cattivo. TUTTO è Esperienza. Tutto è CREAZIONE di Te. Tutto è perfetto quando lasci  respirare la tua anima. Vivi senza giudicarti. Ama senza possedere. Respira senza pensare. Ridi senza motivo, e  divertiti senza più aspettare.

Tutto c’è
Tutto esiste.
Tu Esisti.
Essere Multidimensionale TU SEI
Veiga
Ashiri
Mainaà

Il cuore Nasce - Vive e Muore
ma morire significa RI-nascere  in ogni istante.
Ogni volta che muore una parte dei tuoi ricordi tu riscrivi la Tua Storia.
Ogni volta che zittisci la mente, tu vivi il Tuo Presente.
 E nel  Tuo Nuovo Presente che tu Esisti
E nel Tuo  Nuovo Presente che tu Sei.

Donna di Grazia, con “dolce forza”  inviterai  l’uomo a partorirsi all’amore.
Uomo di Sapienza,  con “sensibile tenacia” ti aprirai all’ amore  di TE.
Sei un essere androgino  l’UNIONE  è un tuo diritto Divino.
Tranne TE stesso,  NESSUNO, può SEPARARTI dalla tua anima!!!

 VEGLIA NEI LUOGHI
OSSERVA NEGLI UNIVERSI
SII AMORE PER TE

Sii tu AMORE  e l’altro ricorderà chi è.
I ciechi d’amore attraverso la LUCE riacquistano la vista.
Quando la tua LUCE CRISTICA brilla nei tuoi occhi
 l’altro si sveglia senza che tu faccia niente.
Non devi insegnare
Non devi condurre
Non devi guarire NESSUNO.
Sii TU maestro della tua vita
e l’altro ricorderà la sua MAESTRIA.
La MAESTRIA  fa tremare la TERRA
Fa aprile le ACQUE
Fa dirompere le FIAMME
Fa schiarire i CIELI.
Nel nome di DIO per secoli si è ucciso
 Ora nel Nuovo tempo - nel nome della DEA si VIVE e si gode della propria Maestria!

Parlo di DEA non di Donna – La DEA è il cuore pensante dell’essere umano.

E’ la creatività che prende forma.
E l’utero nel quale l’unione REGALE del tuo Sangue si feconda di te e con Te partorisce ogni giorno, un NUOVO giorno.
E’ la nascita delle tue Creazioni.
E’ il soffio del nuovo che si manifesta nella purezza del tuo SACRO Sangue.

Nel mondo invisibile TUTTO è già accaduto.
Nel mondo visibile TUTTO sta accadendo.
Segnali tangibili dissolvono il vecchio
tutto RISUONA nel cuore dell’ umano e nulla è più come prima.
Nulla è come sembra.
Resta quieto Maestro.
Resta dentro Maestra.

ORO… è questo Tempo
ORO… è questa Era
Abbi il coraggio di ENTRARCI.
Restare là dinnanzi alla porta non ti è più Utile
che aspetti ancora???

HAI ATTESO
HAI SPERATO
HAI CREDUTO
ORA VIVI!!!
Il SANTO GRAAL  sei TU!!!!


~ Myriam ~




Credits to:
www.stazioneceleste.it



venerdì 2 maggio 2014

Blessed Beltane Day (2014)




Beltane/May Day








Beltaine:
After the long, hard winter,
the May Queen and the Green Man
come together for a kiss
amid the bright blossom!





domenica 20 aprile 2014

Pasqua: tra Antica Religione e nuova Visione Alchemica!!




Il Varco di Pasqua: 
Resurrezione interiore




    "Consideriamo innanzitutto la Pasqua, come un fenomeno cosmico e non come un evento storico, religioso o festivo.  Un fenomeno cosmico che comprende, principalmente, il nostro pianeta, Terra, il suo satellite Luna e la stella principale del sistema, il Sole. Tra i tre corpi celesti, sembra che l’unico che ospiti forme di vita sia il nostro, Terra; qui abbiamo animali, minerali, vegetali in grande quantità e dinamico equilibrio, tutti composti degli stessi elementi che compongono il resto dell’Universo, aggregati in forme tali da creare vaste biodiversità.
È dunque tutt'altro che azzardato ipotizzare che posizioni, energie ed eventi di carattere cosmico siano relativi anche a tutte queste creature. Anzi, i progressi scientifici continuano ad avvalorare questa interdipendenza assoluta universale già patrimonio di ogni mistico. La fitta rete di connessione che lega il tutto vibra dunque in ogni istante, ed in particolare quando energie diverse si armonizzano su alcune frequenze; è questo il caso di alcuni momenti del ciclo terrestre che da sempre l’uomo, in ogni cultura ed area del pianeta, ha reso sacri, celebrandoli. In particolare possiamo individuare i due Solstizi e i due Equinozi, più altri momenti topici tra i quali appunto la Pasqua.
Soffermandoci solo su quest’ultima, prima di tutto ricordiamo che si tratta di un evento legato ai cicli della Luna; dunque una data sacra antica, che ci riporta indietro fino ai tempi della Dea Madre, quando una spiritualità rivolta al femminile ancora non era stata soppiantata dai culti solari, dal Dio Padre maschile. Un tempo che risale al Neolitico e prima ancora. La saggezza popolare, la tradizione contadina legata alla terra, ancora riportano vaghe memorie di questa conoscenza.
La Luna insomma irradia l’aspetto femminile dell’energia, l’elemento acqua: emozioni, inconscio, fiducia, gioia. Su un pianeta la cui superficie è coperta per due terzi dall’acqua, ospiti di un corpo che ne è composto al 75%, decodificando sensi e realtà con un cervello che ne presenta il 90%, difficilmente possiamo considerarci estranei alla sua presenza ed interazione.  Cosa accade dunque nel momento cosmico della Pasqua? Quali energie sono disponibili per il pianeta e in che modo possono essere poi così importanti per la spiritualità degli esseri umani?
Tutti i miti che celebrano la Pasqua ci raccontano storie di Resurrezione: la rinascita che segue ad una morte apparente.
È un modo come un altro di spiegare quello che avviene in inverno e che segue la primavera. Una sorta di parabola, il cui significato va ricercato nello specchiarsi delle cose all’interno di noi stessi. Il seme, caduto in autunno, a metà di quella stessa stagione muore (in corrispondenza dei giorni di Halloween, per intenderci), abbandonandosi al suolo, al mondo di sotto. Nell’inverno si cristallizza in questa morte apparente, una sorta di ibernazione, di gestazione nel ventre della madre terra. A metà della stagione invernale (durante i giorni di S. Valentino) è necessaria una scelta: amore per la vita o paura e rimanere nel ventre. Non tutti i semi germoglieranno, solo quelli la cui scelta sarà verso l’ignoto, lo sconosciuto, che andranno cioè oltre la paura per amore.
Arriva dunque la Primavera con il suo Equinozio; un’inclinazione differente dei raggi solari scalda il cuore del seme, il richiamo della vita è avvertito da tutti i viventi: è primavera.
Ma non è a primavera che il seme inizierà ad aprirsi; dopo aver scelto l’amore, dopo aver udito il richiamo dell’esistere, dovrà morire per rinascere. Dovrà rompere il suo guscio, e trovare la strada verso la luce come un cieco germoglio ancora tenero.





Altrettanto bene sapevano i mistici che è questa stessa luna che può favorire un cambio sostanziale per i cicli di consapevolezza della vita dell’umano.
La qualità che si espande nel momento cosmico della Pasqua è quella della fiducia: fiducia nella rinascita del proprio spirito, nella resurrezione in senso attuativo, presente, e non quale rimando ad una prossima vita o piano di esistenza. Lo spirito, il più alto intento interiore – non è statico; necessita di essere nutrito, ravvivato, proprio come un fuoco. Non è un caso che ci si riferisca spesso al Sacro fuoco dello spirito, è un’analogia calzante, come quella della Resurrezione di un Cristo durante la Pasqua.
Con la Primavera siamo risvegliati ad una nuova nascita: nuovi intenti e propositi si affacciano al nostro animo, sostenuti da un’energia vitalizzante. Durante la Pasqua questo processo va più in profondità, da solare diviene lunare ed opera nel rinnovo del nostro sé a strati più nascosti, come le nostre emozioni ed il nostro inconscio. Solo un’alta qualità femminile dello spirito ci può portare ad accogliere il nuovo dentro di noi, cioè la fiducia, l’apertura in due sensi al rinnovo, alla trasmutazione: verso il fuori e verso il dentro, verso l’alto e verso il basso.
Così come il seme, che muoverà verso la luce del sole grazie alla quale opererà la fotosintesi e contemporaneamente verso la terra, dove mettere radici che andranno verso il buio a cercare il nutrimento dell’acqua e dei sali minerali. Se si muovesse in uno solo dei due sensi, non vivrebbe. Se non morisse, se non rompesse il suo guscio, non nascerebbe.
Questo accade anche a noi; spesso abitudini, situazioni, condizionamenti, relazioni e attitudini ci stanno addosso come un guscio che, quando la consapevolezza si espande diventa una stretta armatura che ci ingabbia. Vederlo o saperlo non sempre basta; a quel livello può infatti intervenire un giudizio su noi stessi che ci lascia sempre dentro il guscio, se possibile ancora più scomodi.
È un’alchimia interiore quella di cui c’è bisogno. Una trasformazione che avviene oltre il razionale, al di là del dualismo di giusto o sbagliato, nell'intero del nostro essere. Che comprenda l’intento dell’anima e i nostri pensieri, le emozioni e il nostro inconscio. Che sappia farci tendere verso l’alto, verso la luce, esplorando e accettando anche le nostre parti più in basso, muovendo verso ciò che ci appare buio. Una rinascita di amore e coraggio, di forza e di accettazione, per la quale occorre che ciò che è diventato un vecchio guscio venga lasciato morire, e con esso le parti di noi che vi si identificano, le attitudini che le sostengono, le situazioni che le riflettono. Una vera e propria resurrezione, un parto di sé stessi.
Sebbene a noi umani, portatori di libero arbitrio, sia disponibile in qualsiasi momento una rinascita interiore, e sebbene tutta la nostra vita possa definirsi un continuo ciclo di morti e rinascite, già i nostri antenati avevano ben capito quanto fosse importante sintonizzare i propri cicli interiori con quelli della Natura, con Madre Terra, con il Cosmo, e di quale armonico potenziale questa sintonia fosse capace.
Quella che chiamiamo Antica Religione è una Scienza esatta delle relazioni tra l’uomo e la natura.
Nel nostro tempo l’espressione e la comprensione diventano molto più accessibili, per numero e velocità di informazioni, sicuramente, ma soprattutto perché la nostra stessa ragione sta sondando vette e profondità che lambiscono il mistero. Pertanto è più semplice oggi che non ieri dire che ogni cosa nell’universo è correlata, giacché la fisica astronomica e quantistica ci supportano, ci danno ragione: sono arrivate allo stesso punto.
Laddove la luce è energia e l’energia materia, quando il tempo e lo spazio si piegano e due rette parallele all’infinito prima o poi si toccano, è più facile osare il pensiero che non solo questo mondo non sia piatto, ma che la vita stessa, l’esistenza e lo stesso presente abbiano inizio e fine che coincidono, come in un cerchio.
E il Samsara, la ruota del Karma, tutte le altre tonde simbologie – bassorilievi sui muri di un tempio, rosoni di una cattedrale, tracciate su muri, segnate con giganteschi monoliti, dipinte su un tepee o sul volto di un Maori, avranno un nuovo aspetto.
Saranno l’eco di una storia antica quanto il mondo, che avevamo dimenticato di saper ascoltare.
Poi, siccome nulla è definitivo, anche il nuovo ciclo porterà nuove attitudini e nuove situazioni a formare un altro guscio, chiamandoci ancora a morire per rinnovarci, stimolandoci nel processo di continua evoluzione che è proprio di tutto ciò che è, dalle galassie alle cellule.
Fino, forse, ad arrivare ad essere uno con il tutto, fino cioè a quello stato di fusione estatica con il creato che qualcuno ogni tanto raggiunge, che ogni Maestro a suo modo descrive e trasmette. Dal nostro punto di vista, il loro sembra un punto d’arrivo, l’alchimia suprema; dal loro, invece, sembra sia l’inizio di un altro viaggio, di un altro ciclo.
Un suono di campane intona una melodia e ci desta, profumo di fiori nel sole e uccelli che ritornano cantando; è Pasqua, questa Primavera!
Gioiosamente corri a rompere il guscio dell’uovo di cioccolato che aspetta; sappi che la sorpresa sei tu."






Credits to:
articolo di Arshad per www.oshocircleschool.com

- Visione Alchemica -


Un augurio sincero di Buona Pasqua (alias: Buona Rinascita)!!
dal cuore,
- Queen Mab -



sabato 19 aprile 2014

Pagan Easter!




- La Pasqua Pagana -



    Il termine "Easter" con cui in inglese si indica la Pasqua si riferisce ad un' antica divinità pagana dei popoli nordici, la dea Eostre, che governava antichi culti legati all'arrivo della primavera e alla fertilità dei campi.
“Eostur-Monath” era la dfinizione con cui i popoli anglo-sassoni chiamavano il mese lunare corrispondente all'incirca al nostro aprile e che i Celti usavano per l’equinozio di Primavera e successivamente il termine divenne “Ostara”. In questo periodo si celebravano feste in onore della dea Eostre associata ai diversi rituali dedicati al rinnovarsi della vita.
Il nome Eostre potrebbe derivare da aus o aes e cioè Est, ed infatti ci si riferisce ad una divinità legata al Sole nascente ed alla vita che è risvegliata dal suo calore.
Eostre aveva come animale a lei consacrato una lepre, simbolo di fertilità e sacro anche in molte altre tradizioni. I Britanni associavano la lepre alle divinità della luna e della caccia e i Celti la consideravano un animale con capacità divinatorie.
Per questa associazione alle divinità lunari, sulla superficie della Luna piena, i segni che si intravedono , pare rappresentino proprio una lepre. La raffigurazione della "lepre nella luna" appare in moltissime tradizioni cinesi, europee, africane e indiane. In quella buddhista la leggenda racconta di una lepre che si sacrificò balzando nel fuoco, per nutrire il Buddha affamato che, in segno di gratitudine, impresse l'immagine dell'animale sulla luna. In Cina la lepre lunare ha un pestello ed un mortaio con cui prepara un elisir di immortalità. Gli Indiani Algonchini adoravano la Grande Lepre che si diceva avesse creato la Terra. Nell'antica Europa i Norvegesi rappresentavano le divinità lunari accompagnate da una processione di lepri che portano lanterne. Anche la Dea Eostre era raffigurata con una testa di lepre.
La lepre di Eostre, che deponeva l'uovo della nuova vita per annunciare la rinascita dell'anno, è diventata l'odierno coniglio di Pasqua che porta in dono le uova, altro simbolo di fertilità.
Così le uova di Pasqua si ricollegano alle tradizioni pagane in cui si celebrava il ritorno della dea andando a scambiarsi uova “sacre” sotto l’albero ritenuto “magico” del villaggio, usanza che collega Eostre alle divinità arboree della fertilità.
Eostre/Eostar/Ostara è uno degli otto sabbat neopagani; si celebra il giorno dell'equinozio di primavera: 21 marzo nell'emisfero nord, 21 settembre nell'emisfero sud. )O(




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- La soffitta delle streghe -





domenica 16 febbraio 2014

Gli Elementi - Parte 2°




I Quattro elementi
nella nostra vita quotidiana



Gli elementi svolgono un ruolo importante nella nostra vita quotidiana e questo perché tutto sul nostro pianeta contiene un elemento o più elementi contemporaneamente.

E' anche vero che sono parte integrante nei rituali e negli incantesimi. 
Essi sono composti da due forze, una attiva positiva e una passiva negativa. Quando gli elementi vengono usati in proporzione uguale otteniamo elettricità statica, la stessa creata formando il cerchio magico.
I nostri corpi stessi sono un insieme di questi elementi e ogni elemento regola parti specifiche del nostro corpo.
Quando ci sentiamo strani o siamo ammalati significa che e uno o più di questi elementi si trova in uno stato di squilibrio rispetto agli altri.


Ciascun essere umano e' di fatto un cosmo in miniatura, e così come esso ha una grande influenza su di noi, anche i praticanti delle arti magiche possono esercitare sull'universo la loro influenza.

Per fare ciò, però, bisogna avere per prima cosa i 4 elementi in perfetto equilibrio dentro di noi
Accingersi ad iniziare un qualsiasi lavoro magico senza essere perfettamente equilibrati, senza conoscere a fondo ciò che stiamo facendo e su quali forze andiamo ad agire, magari per gioco, (MA LA MAGIA NON E' UN GIOCO, non la si fa TANTO PER PROVARE A VEDERE CHE EFFETTO FA) possiamo ottenere un risultato diverso da quello che ci aspettavamo e magari potremmo anche farci seriamente del male. Quindi un passo alla volta e fare molta attenzione a ciò che vogliamo portare a compimento.


Il corpo ha una serie di poli attivi e passivi. Negli individui destrorsi il lato destro è elettrico e attivo, mentre quello sinistro è magnetico e passivo. Per i mancini vale l'opposto.

I fluidi percorrono i canali tra questi poli per dirigere l'energia verso le nostre attività magiche. PERCHE' NOI SIAMO IL PRIMO STRUMENTO MAGICO A NOSTRA DISPOSIZIONE, IL PIU' POTENTE, SE ADEGUATAMENTE E POSITIVAMENTE SFRUTTATO UNITO AGLI ALTRI STRUMENTI ATTORNO A NOI NELL'UNIVERSO O CHE CI COSTRUIAMO PER AGIRE. NON POSSIAMO PERO' INIZIARE UN LAVORO CON UN'ARMA SCARICA ...

Vediamo il campo d'azione dei 4 elementi e poi iniziamo a stabilire se esiste l'equilibrio dentro di noi.

FUOCO
COLORE Rosso

SEGNO DELLO ZODIACO Ariete - Leone - Sagittario
PARTI DEL CORPO Testa - collo - spalle - braccia

LA FORZA MAGICA DEL FUOCO LA POSSIAMO VEDERE E SENTIRE ATTRAVERSO LA FIAMMA DELLA CANDELA CHE OSCILLA, NEL FUOCO SCOPPIETTANTE NEL CAMINO. POICHE' REAGISCE IN MODO SIMILE ALL'ELETTRICITA' E POSSIEDE UNA CARICA POSITIVA, QUESTA FORZA LA POSSIAMO CHIAMARE FLUIDO ELETTRICO.
ATTIVO

AZIONE
CORAGGIO
CURIOSITA'
DETERMINAZIONE
ENTUSIASMO
INTERESSE
MOVIMENTO
PRODUTTIVITA'

PASSIVO

AVIDITA'
DEVASTAZIONE
DISTRUZIONE
ECCESSIVA INDULGENZA
GELOSIA
INTOLLERANZA
IRRITABILITA'
ODIO




ACQUA
COLORE Azzurro

SEGNO DELLO ZODIACO Cancro - Scorpione - Pesci 
PARTI DEL CORPO Addome - centro emozionale

ATTRAVERSO IL NUCLEO DELL'ELEMENTO ACQUA FLUISCONO QUALITA' MAGNETICHE. PERCEPIAMO LA SUA FORZA NELLA CORRENTE DI UN FIUME E LA VEDIAMO IN AZIONE NELLE MAREE CHE CAMBIANO CON LE FASI LUNARI. POSSIEDE UNA CARICA NEGATIVA ED E' DIRETTAMENTE COLLEGATA CON LE CARATTERISTICHE TIPICHE DELL'ACQUA QUALI IL FREDDO, LA CHIUSURA, LA CONTRAZIONE.

QUESTA FORZA VIENE CHIAMATA FLUIDO MAGNETICO.

ATTIVO

AMORE
COMPASSIONE
DEVOZIONE
MODESTIA
NUTRIMENTO
PERDONO
SERENITA'
TENEREZZA

PASSIVO

AMAREZZA
COLPA
DEPRESSIONE
EGOISMO
INDIFFERENZA
RABBIA
STAGNAZIONE
TIMIDEZZA




ARIA
COLORE Giallo

SEGNO DELLO ZODIACO Gemelli - Bilancia - Acquario 
PARTI DEL CORPO Torace - polmoni

POSSEDENDO LE QUALITA' DELL'UMIDITA' E DELLA SECCHEZZA, QUESTO ELEMENTO HA UN RAPPORTO SPECIALE CON L'ELEMENTO FUOCO (PERCHE' LO ALIMENTA INFONDENDOGLI POTERE) E CON L'ELEMENTO ACQUA (PERCHE' LA MODIFICA TRASFORMANDOLA IN NEBBIA, PIOGGIA, GRANDINE O NEVE).

L'ARIA CREA ANCHE UN COLLEGAMENTO TRA FUOCO E ACQUA, DUE ELEMENTI CHE OPERANO IN MODO INDIPENDENTE SU DUE POLARITA' OPPOSTE, DANDO LORO L'OPPORTUNITA' DI FONDERSI E MESCOLARSI E DI ASSUMERE LA FORMA DI VAPORE, FUMO, FULMINI.

ATTIVO

ACCORTEZZA
ALLEGRIA
DILIGENZA
GENTILEZZA
GIOCOSITA'
GIOIA
ISPIRAZIONE
OTTIMISMO

PASSIVO

CRUDELTA'
DEBOLEZZA
DISPREZZO
INDECISIONE
INETTITUDINE
MALDICENZA
VILTA'
VOLUBILITA'




TERRA
COLORE Verde

SEGNO DELLO ZODIACO Toro - Vergine - Capricorno
PARTI DEL CORPO Piedi - gambe - intestino

L'ELEMENTO TERRA LAVORA IN MODO INDIPENDENTE RISPETTO AGLI ALTRI ELEMENTI E LI CONTIENE TUTTI NELLA FORMA PIU' SOLIDA.

INSIEME FORMANO LA ROCCIA, LA LAVA, IL GHIACCIO E FORNISCONO STABILITA' AL NOSTRO PIANETA DETERMINANDO ANCHE LA CONSISTENZA DEL SUOLO RENDENDOLO RICCO, UMIDO, CALDO O SABBIOSO.
L'ELEMENTO TERRA, COINVOLGENDO GLI ALTRI ELEMENTI, ATTINGE LA PROPRIA FONTE VITALE DALLA LORO COMBINAZIONE E CHIAMIAMO QUESTA FORZA FLUIDO ELETTROMAGNETICO.

ATTIVO

FIDUCIA
PAZIENZA
PUNTUALITA'
RESPONSABILITA'
RISPETTO
SINCERITA'
TENACIA
TOLLERANZA

PASSIVO

APATIA
DIFFIDENZA
FALSITA'
INAFFIDABILITA'
INERZIA
LENTEZZA
NOIA
PESSIMISMO






Equilibrare gli Elementi dentro di noi

Per poter operare la magia bisogna essere equilibrati!

Prima di tutto è bene guardare dentro noi stessi per capire che cosa ci spinge su questa strada, se è solo semplice curiosità o se siamo veramente alla ricerca di qualcosa di più profondo nascosto nel nostro animo.

Magia vuol dire sacrificio, studio continuato per tutta la nostra esistenza, vuol dire capire quali sono i meccanismi che ci portano a plasmare gli eventi senza fermarsi ne ai primi insuccessi e ne ai primi successi.
Perché magia non è trasformare gli oggetti, far scomparire o apparire le cose, non è trasformarsi o trasformare le persone in rospi, non è far del male al prossimo e ne, tantomeno, far uscire palle di fuoco dalle dita come si vede nei film.
Il concetto di strega e di mago che vediamo nei film è solo frutto della fervida fantasia di qualche sceneggiatore che ha giocato e lavorato sulle credenze popolari. Magia è uno, magia è tutto, è possedere la chiave per questa esistenza che ci porta poi a scoprire il nostro lato nascosto più importante, la nostra pietra filosofale nascosta.
Non bisogna vedere solo il lato materiale delle cose, non bisogna essere schiavi delle nostre esigenze o desideri mortali; altrimenti vorrebbe dire che ci troviamo a percorrere il sentiero sbagliato.

Il nostro corpo è uno strumento magico dal valore inestimabile, come lo è la natura e tutto ciò che ci circonda.
Impariamo quindi ad usare bene questi strumenti per il nostro benessere, per il benessere degli altri e per la nostra evoluzione interiore. QUESTO CI INSEGNA LA MAGIA DELLE STREGHE.

1.   Per prima cosa dobbiamo essere disposti a guardare dentro di noi e ad analizzarci per scoprire gli aspetti che fanno di noi ciò che siamo. Non è un'operazione sempre piacevole perché è inutile sottolineare solo i nostri pregi, dobbiamo invece visualizzare bene anche i nostri lati spiacevoli per avere un quadro completo di noi che ci permetta di intervenire per ripristinare l'armonia interiore.


2.   Tracciamo un elenco delle nostre qualità positive e negative segnando accanto ad esse l'elemento corrispondente. In questo modo possiamo verificare gli elementi in disarmonia (o troppi o troppo pochi) ed intervenire per riportarli in equilibrio.


Dalle tabelle de I quattro elementi nella nostra vita quotidiana e dalle caratteristiche tipiche dei segni dello zodiaco potete estrarre le vostre qualità dividendo la vostra tabella personale in due parti chiamando le colonne POSITIVO e NEGATIVO.
SALTERANNO SUBITO ALLA VISTA A COLPO D'OCCHIO GLI ELEMENTI ECCESSIVAMENTE DOMINANTI E QUELLI MANCANTI. RICORDATEVI DI AGIRE SOLO SUGLI ELEMENTI MANCANTI PERCHE' IN QUESTO MODO TOGLIERETE UN PO' DI POTENZA A QUELLI IN ECCESSO RIPRISTINANDO IMMEDIATAMENTE L'EQUILIBRIO PERSONALE.

Esempio: Le qualità positive e quelle negative di Madame X con i relativi elementi sono:

POSITIVO
NEGATIVO
AFFETTUOSITA' - ACQUA
INDULGENTE - FUOCO
GENEROSITA' - TERRA
ENTUSIASMO - FUOCO
CREATIVO - FUOCO
PAZIENZA - TERRA
PESSIMISMO - TERRA
PIGRIZIA - TERRA
ARROGANTE - FUOCO
VENDICATIVO - FUOCO
IRRITABILE - FUOCO
GELOSO - FUOCO


In questo esempio notiamo un eccesso di FUOCO e di TERRA, scarsità di ACQUA e una totale mancanza di ARIA.
Ecco di seguito le semplici azioni che possiamo fare per riportare gli elementi in equilibrio dentro noi stessi.




ARIA - Questo elemento corrisponde alle idee, alle ispirazioni, al pensiero e alla comunicazione. Per rimediare alla carenza di questo elemento è sufficiente bruciare un po’ di incenso (se in bastoncini in numero sempre dispari) profumare la casa, gli abiti e il corpo. Si possono scrivere lettere, racconti, oppure meditare. Visitare una galleria d'arte o un museo oppure fare qualcosa solo per il gusto di divertirsi come ad esempio ballare.





FUOCO - Questo è un elemento creativo, attivo e vivace. Per correggere la sua carenza si può sedere accanto al fuoco, fare una passeggiata oppure distendersi al sole. Prendete un'iniziativa, risolvete un problema rimasto insoluto da tempo, portate a termine un progetto quasi dimenticato oppure iniziatene uno nuovo o semplicemente accendete una candela profumata per rallegrare le vostre serate.




ACQUA - Questo elemento corrisponde al centro emozionale ed è quindi importante scegliere delle attività che vi piacciono veramente. Consigliabile il nuoto, un bel bagno rilassante con oli profumati, passeggiare sulla spiaggia o mettere i piedi in un torrente. Abbracciate la persona che amate, fatevi un pianto liberatorio oppure brindate con un bel bicchiere di acqua alla luna (quando è piena) e poi bevete con gusto per acquisirne il potere.




TERRA - Questo è un elemento che ci deve avvicinare alla natura attorno a noi e quindi è indicatissimo fare del giardinaggio, raccogliere foglie, piantare dei fiori oppure portare fiori e piante in casa creando così delle oasi di verde tra le 4 mura domestiche. Si può fare dell'esercizio fisico o giocare con gli animali, camminare a piedi nudi e sedersi sotto un albero.
Seguire queste semplici azioni per un mese e poi compilate un nuovo elenco. Vi stupirete, confrontandolo con il vecchio, di notare dei mutamenti. Noterete in voi un diverso atteggiamento nei confronti della vita e dei vostri problemi e potreste persino avvertire l'esigenza di apportare dei cambiamenti nella vostra esistenza essendo voi stessi cambiati sia nel modo di affrontarla sia della visione che avete ora di essa. Questo significa aver di nuovo in sintonia tutti gli elementi, essere pieni di nuova carica ed energia e, soprattutto, adesso, potete vedere il vostro mondo personale realmente per ciò che è.