Il Sacro Graal, Arild Rosenkrantz

Il Sacro Graal, Arild Rosenkrantz
Nella divinità del mondo
troverò me stesso
in essa io riposo
risplende la divinità dell'anima mia
nel puro amore per tutti gli esseri,
risplende la divinità del mondo
nei puri raggi della luce.
-R.Steiner-

Visualizzazione post con etichetta recensione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta recensione. Mostra tutti i post

domenica 20 dicembre 2015

Antroposofia: Il significato esoterico della Quarta Settimana d'Avvento





"Nella quarta settimana d'Avvento, le forze tentatrici si avvicinano alla più elevata e più interiore parte costitutiva dell'uomo: il suo Io. Per ogni uomo questo periodo rappresenta un momento di passaggio in cui gli si aprono da un lato la possibilità di una maggiore autoconocenza e dall'altro il pericolo di soccombere a tutte le possibili illusioni proprio in questa autoconoscenza.

In questo periodo dell'anno l'uomo si avvicina interiormente alla soglia del mondo spirituale e, cosa non accessibile alla coscienza ordinaria, incontra il piccolo guardiano della soglia. Le forze luciferico-arimaniche cercano di impedire in ogni modo che quest'incontro avvenga in maniera cosciente o, in altri termini, cercano di impedire che l'uomo giunga ad una verace autoconoscenza. Lucifero cerca di dissolvere l'autoconoscenza dell'uomo in un misticismo nebbioso, in sogni e fantasie, mentre Arimane la vuole incatenare in pensieri e rappresentazioni aridi e duri, del tutto inadeguati a penetrare l'interiorità dell'uomo. Così, le forze tentatrici aspirano a nascondere all'uomo le deviazioni che esse stesse hanno introdotto nello sviluppo del suo Io nel corso dell'attuale e di tutte le precedenti incarnazioni, e che durante una corretta disciplina devono ora apparire all'uomo obiettivamente nell'immagine del piccolo guardiano della soglia. Si può anche dire che in questo tempo dell'anno in cui si apre per ogni uomo la possibilità di accedere ai mondi superiori, Arimane fa di tutto per nascondere questa possibilità, mentre Lucifero vorrebbe lasciare entrare l'uomo nel mondo spirituale ma senza incontrare il guardiano della soglia.

Questa duplice tentazione può anche manifestarsi come uno stato interiore del tutto particolare, simile a una perdita di memoria, dal momento che il guardiano della soglia vuole innanzitutto manifestare all'anima umana le conseguenze della sue azioni passate, i ricordi oggettivi ed essenziali del Karma individuale legati al suo Io. 

In questo senso il Karma passato dell'uomo costituisce una parte essenziale del suo Io superiore, simile a una memoria profonda che bisogna riconquistare se si vuole acquisire una vera autoconoscenza. Così la presenza di spirito conquistata al grado precedente è per sua natura un primo sentore della presenza invisibile dell'Io superiore dell'uomo. A questo punto sono richiesti il coraggio animico e la forza di ricordare oggettivamente non solo gli avvenimenti e le esperienze dell'anno passato, ma tutta la vita trascorsa. Per fare questo è necessaria la quarta delle Virtù platoniche, vale a dire la SAGGEZZA.

Nei giorni immediatamente precedenti il Natale come non mai siamo abbandonati a noi stessi. Per un breve lasso di tempo dobbiamo assumerci in prima persona il compito del nostro sviluppo interiore, poiché la saggezza cosmica prende da noi le distanze. Il nostro Io, conquistandosi le forza di Saggezza, riesce ad elevarsi dall'Io inferiore all'Io superiore, immortale. E con le forze interiori così acquisite l'uomo è in grado di proseguire il suo cammino."




Credits to:
SERGEJ O. PROKOFIEFF
da "Il corso dell'anno come via d'iniziazione
all'esperienza dell'Entità del Cristo",
Ed. Arcobaleno.
Immagini: Liane Collot D'Herbois





lunedì 14 dicembre 2015

Antroposofia: Il significato esoterico della Terza Settimana d'Avvento





Nella terza settimana d’Avvento le potenze luciferico-arimaniche si accostano alla terza parte costitutiva dell’entità umana: il corpo astrale. Esse cercano di risvegliare in esso ogni sorta di passione, di paura e di angoscia. L’avvicinarsi della soglia del mondo spirituale e del guardiano che la sorveglia, nonché la possibilità di uno smembramento della propria entità in pensiero, sentimento e volontà, gettano l'uomo in un terrore paralizzante. Egli teme non solo di perdere il proprio equilibrio interiore, ma anche di perdere interamente sé stesso avvertendo la spinta delle tre forze animiche a trasformarsi in bestie selvagge pronte a gettarsi su di lui e dilaniarlo: l’aquila rapace, il leone ruggente e il toro furioso. Se l’uomo non trova la forza interiore di andare incontro coscientemente a questi tre mostri che lo insidiano, questa paura che tutto divora sparisce nelle profondità subcoscienti, e la coscienza si illude sul suo proprio essere. E questo ha oggi come conseguenza una aumentata “Tendenza alla Menzogna”. Poiché in fondo ogni menzogna sorge da una paura inconscia, mentre l'affermazione della più piccola verità esige dall'uomo un grande Coraggio. Allo stesso modo ogni intolleranza verso i pensieri e le opinioni altrui deriva da questa inconscia vigliaccheria. Allora, per far fronte a questa minaccia, bisogna sviluppare la Virtù del CORAGGIO, del Valore, ovvero in senso lato, della PRESENZA DI SPIRITO, vale a dire la capacità di non smarrirsi in nessuna situazione, cosa che da un punto di vista esoterico significa mantenere in reciproca armonia e perfetto equilibrio le tre forze animiche di base: Pensare, Sentire e Volere.

Ma per il discepolo dello spirito vi è ancora dell’altro, poiché la Virtù del Coraggio gli è indispensabile non solo per sopportare la scissione del Pensare, del Sentire e del Volere alla soglia del mondo spirituale, ma anche per potersi orientare in modo giusto una volta entrato in questo mondo. Per questo motivo è per lui di particolare importanza acquisire il retto PENSARE già nel mondo fisico-sensoriale. Infatti solo una rigorosa disciplina del Pensare nel senso della Filosofia della Libertà di Rudolf Steiner, può sviluppare la capacità di distinguere la verità dall’errore anche nel mondo spirituale …

E in tale libertà egli deve poi forgiarsi autonomamente la spada micheliana del “Pensiero Libero dai sensi” per respingere le forze arimanico-luciferiche che sorgendo dalle profondità della sua stessa anima aggrediscono i fondamenti spirituali del sentimento e della volontà.

IL CORAGGIO DEL PENSIERO, il Coraggio di realizzare a pieno la propria libertà, questa è la Virtù con la quale si può compiere nell'interiorità il terzo sacrificio dell’anima natanica, il sacrificio collegato alla grande immaginazione dell’Arcangelo Michele ovvero di San Giorgio che vince il drago.






Credits to:
SERGEJ O. PROKOFIEFF
Il corso dell’anno come via di iniziazione all’esperienza
dell’Entità del Cristo”, Ed. Arcobaleno.



mercoledì 9 dicembre 2015

Arte esoterica: Emma Kunz (1892-1963)





Nata in una famiglia di modesti tessitori, Emma Kunz si rese conto fin da piccola di possedere abilità paranormali: telepatia, percezioni extrasensoriali e poteri di guarigione. Mentre frequentava ancora la scuola sviluppò un interesse per la radioestesia, una forma di divinazione che utilizza i campi di energia, e cominciò a disegnare intensamente sui suoi taccuini. Solo nel 1939, tuttavia, iniziò a praticare i suoi poteri curativi e a realizzare elaborati disegni geometrici a matita e pastello su carta millimetrata. Guidata da un pendolino, Kunz produceva ogni opera in un'unica sessione, talvolta lavorando senza interruzione per più di ventiquattr'ore. Anche se i suoi disegni sono caratterizzati da bellissimi motivi decorativi, Kunz non li realizzava con l'intento di produrre arte: essi erano parte integrante dei suoi rituali di guarigione, nel corso dei quali posava le opere sul pavimento per individuare le interruzioni di energia.


Kunz era convinta che i suoi disegni, in quanto prodotti "della più profonda interiorizzazione dell'interno e della più profonda esteriorizzazione dell'interno", le permettessero di riconoscere e trasformare l'energia negativa. Per questa caratteristica le sue opere rientreranno nella più ampia casistica delle immagini di guarigione, che si ritiene possano poter curare malattie sia fisiche sia mentali con la loro semplice presenza o attraverso il contatto con le persone sofferenti. Mentre molte altre opere di guarigione sono legate a più ampi sistemi di credenze culturali o religiose, le immagini di Kunz sono chiare manifestazioni della sua personale ideologia, "uno specifico sistema di regole che sento dentro di me e che nonni danno pace". Le ricerche e le pratiche di guarigione di Kunz, tuttavia, sono in linea anche con una più ampia corrente tra Ottocento e novecento: il fascino per gli elementi nascosti dietro al mondo visibile e la possibilità di una consapevolezza più elevata, alla quale accedere attraverso la visualizzazione di forze.


Le opere di Emma Kunz sono state viste in esposizione alla 53a Biennale di Venezia, Il Palazzo Enciclopedico.



Emma Kunz - Work n.505


Emma Kunz - Drawing Work n.142


Emma Kunz - Drawing work n.143


Emma Kunz - Work n.091





Credit to:
accademiametafisica.org
Immagini tratte dal web





lunedì 30 novembre 2015

Antroposofia: Il significato esoterico della Prima settimana d'Avvento





"Nel periodo che va da Michele a Natale si presentano all'anima dell'uomo quattro specie di tentazioni, e la loro efficacia sull'uomo è particolarmente forte durante l'avvento, allorché nella natura giunge al suo culmine la preponderanza delle forze dell'oscurità su quelle della luce.

Così nella prima settimana d'avvento i tentatori Lucifero e Arimane si avvicinano soprattutto al corpo fisico dell'uomo. Essi vogliono ingannare i suoi sensi esteriori e interiori con l'ausilio delle "incontestabili" prove del trionfo della morte e del processo minerale nella natura, per distruggere in tal modo il corretto rapporto fra l'uomo e il mondo. Se l'uomo cede a questa tentazione, è minacciato dal pericolo di perdere il senso della propria interiore indipendenza, di essere privato della "stazione eretta" animica. Questo lo getterebbe nell'abisso di una sconfinata DISPERAZIONE, una vera morte dell'anima. Così, per opporsi a questa prima tentazione, l'anima umana deve sviluppare in alto grado la Virtù della GIUSTIZIA: quella sottile ricettività interiore per le rette forze cosmiche che regnano ovunque nella natura e nell'uomo e che hanno la loro sorgente nelle dodici sfere dello zodiaco, nel circolo dei dodici iniziati cosmici, i grandi protettori della Giustizia Onnipresente che si manifesta nel Karma universale dell'uomo e del mondo.

Questa percezione puramente spirituale della GIUSTIZIA UNIVERSALE che agisce ovunque quale rivelazione del Karma macrocosmico, e che trova il suo riflesso microcosmico nel Karma di ogni singolo individuo, non è collegata per caso al processo interiore dell'assunzione della stazione eretta. Infatti nell'evoluzione dell'umanità il Karma individuale apparve contemporaneamente all'assunzione della posizione eretta. "Solo ora comincia il Karma", dice Rudolf Steiner. Il Karma in quanto singolo destino umano divenne possibile solo allorché gli uomini poterono servirsi delle mani per il proprio lavoro. Prima non vi era alcun Karma. L'uomo compì un passo importantissimo nella sua evoluzione allorché, da creatura orizzontale, divenne un essere verticale e per ciò ebbe le mani libere".




Credits to:
SERGEJ O. PROKOFIEFF
da: "Il corso dell'anno come via di iniziazione
all'esperienza dell'entità del Cristo"
Ed. Arcobaleno
- S.d.Spirito -



sabato 19 settembre 2015

Antroposofia: "L'Essenza di Michele"




"Dalla fine dell’ultimo terzo del secolo scorso, gli uomini possono incontrare lo spirito chiamato Michele in modo cosciente. Michele è un’entità del tutto particolare: un’entità che, in sostanza, non rivela nulla da sé, se non le si porta incontro, dalla Terra, qualche frutto di uno strenuo lavoro spirituale. Michele è uno spirito taciturno, chiuso. Mentre gli altri Arcangeli dirigenti sono spiriti loquaci (spiritualmente parlando, s’intende), Michele è uno spirito chiuso, taciturno, che dà tutt'al più poche, scarse direttive, poiché quello che si riceve da Michele non è veramente la parola, ma lo sguardo (se è lecito dir così), la forza dello sguardo. Ciò è dovuto al fatto che in fondo Michele si occupa soprattutto di quanto gli uomini creano partendo dallo spirituale. Egli vive negli effetti di ciò che gli uomini hanno creato; gli altri spiriti invece vivono piuttosto con le cause. Michele vive essenzialmente con gli effetti. Gli altri spiriti immettono nell'uomo gli impulsi a ciò ch'egli deve fare; Michele sarà il vero eroe spirituale della libertà. Egli lascia fare agli uomini, ma accoglie poi ciò che dalle loro azioni deriva, per portarlo più oltre nel cosmo, per proseguire nel cosmo l’azione, l’attività che gli uomini non sono ancora in grado di compiere.
Di fronte ad altre entità della gerarchia degli Arcangeli, si ha il senso che da esse provengano, in grado maggiore o minore, gli impulsi a compiere azioni diverse. Michele invece è lo spirito dal quale non derivano impulsi diretti, perché nell'attuale periodo della sua reggenza gli eventi scaturiscono dalla libertà umana. Quando però l’uomo, mosso unicamente dalla sua libertà, stimolato dalla lettura della luce astrale, compie coscientemente o incoscientemente questo o quello, Michele trasferisce nel cosmo l’azione umana terrena, affinché divenga azione cosmica. Egli si preoccupa dunque delle conseguenze, altri spiriti piuttosto delle cause.
Michele però non è solamente uno spirito chiuso e taciturno: egli si accosta all'uomo con una chiara ripulsa di molte cose in cui questi vive oggi ancora sulla Terra. Per esempio, tutte le cognizioni riguardanti la vita degli uomini, degli animali o delle piante, che mirano a dare importanza alle qualità ereditate, a ciò che si trasmette ereditariamente nella natura fisica, si ha l’impressione che Michele le respinga con disapprovazione. Con ciò vuol mostrare che quelle cognizioni non possono fruttare nulla all'uomo per il mondo spirituale.
Michele può trasportare nel cosmo soltanto ciò che l’uomo trova nel mondo umano, in quello animale o in quello vegetale, indipendentemente da quanto è soggetto all'ereditarietà. Di fronte a questo genere di conoscenze, non ci viene incontro, da parte di Michele, l’eloquentissimo gesto della mano che respinge disapprovando, bensì il consenso dello sguardo che dice: “Questo è pensato giustamente, agli occhi della direzione del cosmo!” Ecco infatti ciò che s’impara sempre più a voler conseguire: meditare per raggiungere la luce astrale, per poter contemplare i misteri dell’esistenza, allo scopo di presentarsi poi a Michele onde riceverne lo sguardo di approvazione, che dica: “Questo va bene, questo è giusto agli occhi della guida del cosmo”.




Credits to:
- La Scienza dello Spirito -
R. Steiner - Sedi di Misteri nel Medioevo - VI conferenza:
L’essenza di Michele”, Editrice Antroposofica, Milano 1984, pp. 90-91



Antropologia: Le Grandi Madri (il matriarcato)


Frida Kahlo - L'amoroso abbraccio dell'universo, 1949



L'antico ruolo sociale, religioso e politico delle donne-matriarche è stato completamente offuscato e rimosso dalla nostra memoria collettiva.
Il pensiero comune ritiene che nella storia dell’umanità il ‘secondo sesso’ – per usare un’espressione della Beauvoir – abbia assunto un ruolo minore, ma non si considera che il patriarcato è presente circa da seimila anni, mentre il matriarcato era già esistente fin da ventimila anni prima del Neolitico.

La parola “arché“, nel suo significato più antico, non significa “dominio” ma “inizio”: dunque la parola “matriarcato” vuol dire “all’inizio le madri” con riferimento sia al dato biologico, sia al fatto che la civiltà ebbe inizio con loro.
Nella nostra contemporaneità, le forze prevalenti sono, che dir si voglia, quelle maschili. La nostra è una società di tipo patriarcale, patrilineare, fondata sulla lotta di potere e su di una cultura di stampo capitalista, fondamentalmente atea e razionalista.

Tuttavia, resistono ancora realtà matriarcali differenti come i Moso della Cina sudoccidentale e le tribù irochesi nel nord America, in cui la linea di discendenza proviene dalla madre ed alle donne spetta il ruolo non di governanti, ma di quelle che io definirei ‘mediatrici sociali’.
Esse infatti, come afferma Heide Goettner-Abendroth in un’intervista, non si pongono in alto ma ‘al centro’, quasi a rapprensentare una sorta di punto radiante e di riferimento per la comunità. Dunque è sbagliato considerare le società matriarcali in forma speculare a quelle patriarcali, in quanto le prime non sono costruite secondo una struttura gerarchica e di potere.
La società matriarcale si fonda sui principi di ‘condivisione’, ‘dono’ e ‘cura’, valori che oggi sembrano essere dimenticati, ma che in realtà andrebbero recuperati e riadattati alla nostra realtà sociale. In queste società è presente una reale parità di genere, un’economia egalitaria e bilanciata; la politica è basata sulla formula del consenso,  sul rispetto dell’ambiente e non sulla sua distruzione e sfruttamento.

Quello che mi preme sottolineare, è anche l’importanza che queste culture attribuiscono alla spiritualità, la quale permea ogni settore della vita, e della quale le donne si fanno (ancora) mediatrici e rappresentanti.

Tuttavia, la storia del matriarcato è stata una storia di conquista e sottomissione.

Si ipotizza che verso il XII secolo a.C sia avvenuta la distruzione e la colonizzazione delle antiche società matriarcali del sud continente asiatico ed europeo da parte delle popolazioni nomadiche dell’Europa centrale.

Dunque si impone un modello di società diverso: quello patriarcale, un'organizzazione familiare e sociale fondata sull’autorità assoluta del padre e sulla discendenza dei diritti e dei beni secondo la linea maschile.

Così il ruolo focale della donna è andato sempre di più marginalizzandosi. A livello religioso-cultuale, ad esempio, essa ha perduto il suo ruolo centrale. La sacralità della donna risiedeva nella sua condizione di medianità tra la vita e la morte, il terreno e il divino; ma soprattutto nel riconoscimento del suo ruolo di entità creatrice.
Questo suo potere di generare vita, questa sua sapienza innata del corpo, le dava il pieno diritto di essere considerata rappresentante e incarnazione terrena della ‘Grande Madre’, ovvero colei che è creatrice e legislatrice dell’universo: come Inanna per i sumeri, Ishtar per i babilonesi, Cibele per la civiltà anatolica o la Dea dei serpenti cretese.


Ishtar


Inizialmente, il sacerdozio femminile era l’unico esistente (nel caso di partecipazione da parte degli uomini, essi dovevano assumere sembianze femminili attraverso la castrazione e la vestizione); poi nel periodo di transizione tra società matrifocali e quelle patriarcali, la legittimazione del governo era  gestita dalla Sacerdotessa che unendosi ad un eletto re in un rituale sacro ( lo ‘ieros gamos’) gli donava parte del suo potere e la possibilità di reggere per un anno le questioni temporali. Infine, attraverso un lungo processo di rovesciamento, di guerre ‘di miti e di spade’, l’uomo assunse su di sé tutte le funzioni che prima spettavano alle donne.

Inoltre, è avvenuto quello che Jung chiama ‘l’interessante rovesciamento biologico’ in cui le religioni storiche e monoteiste hanno rovesciato il principio della creazione dal femminile al maschile, dal basso all’alto (e dall’interno all’esterno); sostituendo la generazione feconda dalla materia, dall’utero della Grande Madre , alla generazione sterile, incorporea, mossa dal pensiero di un Dio Padre dagli attributi esclusivamente maschili. Così cambia la concezione del ‘sacro’ e nascono le religioni storiche, così lo Spirito si astrae e diventa un Principio, allontanandosi dal suo luogo d’origine , dalla Madre e da ciò che in origine era la sua incarnazione vivente: l’intero creato, tutti gli esseri e le piante.

Tornando all’archetipo della Grande Madre, Erich Neumann nel suo studio La Grande Madre. Fenomenologia delle configurazioni femminili dell’inconscio, afferma che esso viene associato allo schema ‘corpo-vaso-donna’, per indicare al tempo stesso la sua capacità di contenere e creare il mondo, di portare alla luce ma anche di celare il tutto.

La Grande Madre è associata anche all’immagine dell’Uroboro, il serpente cosmico, dunque al ciclo trasformativo della vita e della morte; ma anche a tutto ciò che è ‘numinoso’, che suscita terrore e meraviglia al contempo. Essa è l’immagine del mistero della nascita e del Cosmo. La Grande Madre è anche simbolo di fertilità, di colei che accoglie e nutre: è proprio su questo archetipo che sono fondate la società matriarcali.

L’iconografia maggiormente conosciuta di questo archetipo è quella della Venere di Willendorf, una statuetta paleolitca rinvenuta nel 1908 dall’archeologo Josef Szombathy, in Austria. Un’ altra raffigurazione emblematica è quella della ‘Dea dei serpenti’, divinità femminile cretese per eccellenza venerata da almeno il 3000 a.C. fino al 1200 a.C.

In aggiunta, credo sia importante sottolineare che leggendo gli antichi inni alle Dee Madri, si evince che esse non sono solo figure materne dal grembo fecondo, non sono legate esclusivamente alla terra, ma anche al cielo; esse sono anche legislatrici di vita, coloro che conducono fuori dal caos primogenio attraverso l’equilibrio e l’armonia. In un inno a Ishtar si legge: “Colei che guida l’umanità, Colei che possiede la legge e la sovranità celeste” (caratteristica, questa, che sarà esclusiva prerogativa del Dio Padre).

Per chiarificare questi concetti, credo sia utile riportare quanto scrive Luciana Percovich nel suo libro Oscure madri splendenti (Venexia, 2007) in merito alla distinzione tra sacro (femminile) e divino (maschile):

"La nozione di “sacro” nasce collegata al corpo femminile e alla conoscenza interiore, intima; designa la soglia tra umano e sovraumano, tra vita e morte, tra niente e vita, è legata al concetto di Sofia, sapere spirituale ma collegato all'esperienza, che passa attraverso la compessità delle azioni del corpo e l’attivazione di energie più sottili di quelle della mente.Quella di “divino” sorge in presenza di un corpo maschile, successivamente al furto delle funzioni connesse al sacro; dalla percezione di una separazione (del figlio dalla madre, della mente dalla materia) e dalla razionalizzazione di una mancanza (la capacità di generare direttamente); è sempre connessa a personificazioni gerarchiche e con vicende umane e storiche di eroi o semidei; filosoficamente si concettualizza come logos in tutte le -logie, connotate dall'essere sapere intellettualmente astratto.

La spiritualità basata sul sacro si trasforma in regime di patriarcato in teologia, che è “teologia della separazione”, discorso sul divino, interrotto qua e là dalle irruzioni del rimosso in forma di ‘misticismo’."

Credo che rimanga poco da aggiungere: simbolo della vita come della morte, della creazione e della distruzione, della maternità e della verginità, del cielo e della terra, della legge e della ribellione, la Grande Madre possiede la capacità di contenere in sé gli opposti, unficandoli ed esprimendoli nella loro massima potenza.




Credits to:
"Introduzione al matriarcato" di Jennifer Poli
Pubblicato il 7 settembre 2015 da NUOVE FINZIONI




lunedì 17 novembre 2014

Antropos-Sophia: Portar Luce sulle radici cristiane...



- DIETRO LE QUINTE DELLA RELIGIONE -






"Molti uomini odierni, muterebbero opinione nei confronti del dogmatismo religioso odierno, se fossero informati o venissero a coscienza che frugando fra gli antichi testi dei primi padri della chiesa, (Clemente d’Alessandria, Origene, Crisostomo, Dionigi l’Aeropagita, ecc) scoprirebbero strani cose circa i dogmi e i misteri che oggi vengono imposti.

Tali individui, vissuti nei primi secoli dopo Cristo, narrano di essere a conoscenza di una tradizione segreta cristiana, della quale essi non possono parlare a causa di un giuramento solenne fatto; una dottrina occulta che essi ricevettero per via orale direttamente dagli apostoli del Dio del presente.

In questa TRADIZIONE sarebbero contenuti precetti e spiegazioni misteriche circa fatti cosmici e spirituali, che vennero date ai discepoli. (Si ritiene che tale contenuto segreto serbi in sé la dottrina delle ripetute vite terrene e della natura solare dell’uomo.) Che ne è stata di questa tradizione occulta, della quale nulla ci viene detto dai preti di oggi?

Gli Gnostici e altre religioni protocristiane furono composte di asceti e filosofi in possesso di quella dottrina segreta sovracitata, capaci di parlare in termini esoterici e per niente dogmatici dei misteri dell’Universo. Ci si può sorprendere, nel vedere che i primi cristiani di allora parlavano della reincarnazione e del karma."





Rielaborazioni antroposofiche
a cura di Tiziano Bellucci






giovedì 31 luglio 2014

C. Rosenkreuz e il Cristo




Christian Rosenkreuz, la ROSACROCE
e il ritorno del CRISTO





"L'origine della corrente di energia rosicruciana la si trova nel XIII secolo. Questa corrente spirituale ebbe principio a mezzo di riunione di un insieme di elevate individualità umane. In un luogo di cui oggi ancora non è permesso di fare menzione, essi si ritrovarono insieme
12 uomini, i quali riunirono tutta la sapienza spirituale del loro tempo. Sette erano compenetrate, ciascuna, da una delle sette correnti di antica saggezza emanata dai sette indiani RISHIS. Le altre cinque avevano investigato in modo particolare tutta la saggezza delle cinque susseguenti epoche di civiltà (l’indiana, la persiana, l’egizia-caldea-babilinese, la greco-latina e quindi la nostra). La loro meta era quella di riunire le diverse forme e le diverse credenze in una sola, vasta religione riassuntiva: avevano perciò l'intenzione di creare una vera sintesi di tutte le religioni, non con la sola teoria, ma bensì con una vera pratica e con l’educazione spirituale.
Vi fu un 13° individuo di questo circolo, fu un uomo eminentemente singolare.
Questo I3°, non era un uomo dotato di sapienza spirituale e neppure particolarmente intellettuale, ma era un’individualità che aveva vissuto, al tempo del mistero del Golgota, una vita di intensa devozione e adorazione, così che era divenuto un individuo eminentemente pio, profondamente animato di misticismo. Dotato di forti qualità morali interiori.
Questo 13° era stato, sin dalla prima adolescenza, allevato e curato esclusivamente dai 12 saggi e tenuto in disparte dalla vita comune. Ognuno lo ammaestrava secondo il grado di ricettività che egli andava a mano a mano conseguendo col suo sviluppo. È da notare come fatto importantissimo che in questo individuo le forze fisiche esteriori erano molto deboli: era un bambino gracile e delicatissimo. L'istruzione del ragazzo durò un tempo determinato, e intanto le sue forze fisiche andavano sempre più diminuendo, mentre le intime forze spirituali si accrescevano considerevolmente.
Il distacco dal fisico, di questo 13°, aumentò di giorno in giorno, fino al punto che egli si rifiutò di prendere cibo fisico; ed in conseguenza si ammalò gravemente. Avvenne un fatto misterioso: in pochi giorni il corpo di questo 13° divenne come trasparente: egli restò come morto, ossia privo di spirito. Il corpo trasparente, fu di nuovo tutto pervaso da quest’anima trasformata, ed allora non fu più somigliante a nessuna cosa esistente.
Da ciò che nello stato attuale il 13°, può ora comunicare ai suoi 12 educatori, questi apprendono che nel frattempo egli ha avuto la grande visione a cui ebbe accesso Paolo in Damasco. Egli, il 13°, pronuncia ora, in poche parole, ciò che dai 12 aveva appreso, ma in una forma del tutto nuova, come se ciò gli fosse stato, nel contempo, rivelato dal Cristo stesso. E proprio ciò che questo 13° rivelò allora, essi chiamarono il vero cristianesimo, e fu per loro la vera sintesi di tutte le religioni. Distinsero cosi questo vero cristianesimo, - che può davvero essere assunto da tutte le altre religioni - dall’altro cosiddetto cristianesimo che è singola religione.
Il 13° di cui abbiamo parlato, morì pertanto in età molto giovane. Dopo la sua morte i 12 a lui sopravvissuti, si limitarono solo ad annotare ciò che egli aveva loro rivelato. Ma tale rivelazione non poteva essere fissata in modo immediato e sicuro per mezzo del linguaggio comune, ed ecco perché venne trasformato in simboli
L'individualità del 13° fu reincarnata assai presto, e cioè alla metà del XIV secolo, ed in questa nuova incarnazione egli superò i cento anni di vita, Ma questa volta non venne allevato segregato dal mondo esteriore. L’opera sua principale fu l'educazione dei seguaci e discepoli dei Dodici. Durante quel tempo, nessuno imparò a conoscerlo, eccettuati i suoi compagni intimi; e ciò non perché fosse impossibile, o perché egli vivesse appartato, ma soltanto perché gli altri non lo riconoscevano per quello che lui era veramente.
Verso il suo 28° anno, un singolare ideale sorse in lui, e per questo egli si sentì spinto ad abbandonare la sua cerchia in Europa ed a mettersi in viaggio. La sua prima tappa fu a Damasco, ove egli ebbe improvvisamente la ripetizione della visione di Paolo, e ciò fu un totale risultato della sua vita precedente, Come poté avvenire tutto ciò? Per la sua straordinaria esistenza durante il XIII secolo, per le profonde esperienze umane e spirituali che in essa si attuarono e per la sua stessa singolarissima infermità fisica, TUTTE LE FORZE ATTIVE DEL SUO CORPO ETERICO RESTARONO INTATTE E RIUNITE. Vale a dire che contrariamente alla evoluzione normale, dopo la sua morte fisica avvenuta nel XIII secolo, nulla si dissolse del suo corpo eterico, ma questo si conservò intatto. Un siffatto corpo eterico, perfettamente conservato, irradiò, nella susseguente incarnazione, il corpo eterico appartenente alI'individualità del XIV secolo. Ed appunto per questo fatto era in essa l'impulso naturale a rivivere la visione di Paolo
Ebbene, l'individualità della quale stiamo parlando, vissuta nel XIV secolo, è proprio quella di CHRISTIAN ROSENKREUZ. Venne infatti chiamata con un tal nome, da coloro i quali possedevano la vera conoscenza dei fatti spirituali. I seguaci e discepoli dei 12 più sopra menzionati, che già poterono credere al tredicesimo, sono i veri rosicruciani.
Egli aveva assunto in se tutta quella vasta saggezza gli riuscì di accoglierla nuovamente nel breve spazio di sette anni.
Appena tornato da un viaggio, C. Rosenkreuz raccolse dunque intorno a sé i più eminenti fra i discepoli dei dodici, e li tenne come compagni e fratelli della Rosacroce. Da questo momento si può dire abbia inizio il vero e proprio lavoro della Rosacroce.
Questo corpo eterico divenne intanto così potente, che non solo agiva su C. Rosenkreuz stesso, ma anche sull'anima di tutti coloro che si dedicavano con serietà a quest'opera di verità. C. Rosenkreuz, fu da allora, sempre sulla terra, in un corpo fisico, mentre il corpo eterico andò continuamente aumentando di forza. Ogni qualsiasi rivelazione assunta nel lavoro teosofico, può essere veramente raggiunta, solo sotto la diretta illuminazione del corpo eterico di C. Rosenkreutz.
Anche nel XVIII secolo C. Rosenkreuz fu incarnato, come possente personalità, e questa fu il Conte di Saint Germain.
Dopo un breve intervallo, anche oggi C. Rosenkreutz è incarnato sulla terra. Dalle irradiazioni del suo corpo eterico ebbero origine i primi appunti della H. P. Blavatzky.
Christian Rosenkreuz manifestò al mondo che a partire dal 1940 sempre più uomini avrebbero avuto la possibiltà di un incontro individuale con l'essere del Cristo. Sarà possibile incontrare personalmente il Cristo in un corpo eterico, tramite la figura di un angelo di nome Widar."




Credits to:
Rielaborazione del testo
"MISTERO E PERSONALITÀ di CHRISTIAN ROSENKREUZ"
di R. Steiner, a cura di Tiziano Bellucci



domenica 18 maggio 2014

Pentalfa - Pitagora




Pitagora e la Stella a 5 punte



    La Stella a 5 punte per gli Egizi raffigurava il Sole, Horus, nato da Iside e Osiride. Di seguito fu usata da Pitagora per dimostrare il segmento aureo. In linea generale il pitagorismo è sinonimo di scienza dei numeri. Numeri che sono le idee archetipiche e i modelli geometrici d’ogni forma in manifestazione.




    Nei suoi studi Pitagora (572- 497 a .C.) fece rivivere la scienza della «Parola» ovvero il potere del suono. Rese una scienza esatta lo studio del suono che dall’Ente supremo si muove attraverso caratteristiche metafisiche.
Con lo studio sugli intervalli sonori (ottave) penetrò le forme armoniche (toni) fino al suono silenzioso. Ridusse a valori matematici i rapporti sonori tra masse planetarie e sistema solare concependo i rapporti con la struttura dell’uomo in quelle che vennero definite le Leggi dell’Armonica. Il rettangolo, avente i lati che rispettano la proporzione aurea, è detto rettangolo aureo ed esso si può originare tantissime volte nel cosiddetto Pentalfa.
Pentalfa significa “cinque alfa”, ossia cinque principi. Il Pentagramma, simbolo dei pitagorici, conteneva una parola che corrisponde a “sta bene” che per i greci significava vita e salute. Con una figura umana inscritta al suo interno i cui arti toccano la circonferenza (detta di Agrippa), rappresenta il microcosmo umano e i cinque centri di forza del corpo.
La Stella a 5 punte è anche chiamata Stella dei Magi, in ossequio al segno di potenza e di luce che illumina il cammino spirituale; per questo motivo viene messa sul presepio e sull’albero di Natale.
Gli Architetti medievali che costruirono le Cattedrali Gotiche ravvisavano nel pentalfa il valore numerico del Numero d’Oro (1,618) con cui nelle costruzioni stabilivano il rapporto di 3 a 5.
Le proporzioni del Numero d’Oro si ritrovano in tutto ciò che nell’uomo crea una sensazione di armonia e di bellezza e la loro utilizzazione è di grande fecondità. Questo segno dinamico della Natura e dell’Uomo, però, non tocca i “piani superiori”. Solo i cerchi che se ne dipartono, tracciati dal “Compasso dello Spirito”, permettono di giungervi.

«…la Stella Fiammeggiante è il centro da cui s’irradia la vera luce». – Guillemai de Saint Victor





“In che modo la stella a cinque punte offre la sua protezione?” chiesi dopo che Kostas e Crysanthos si furono calmati.
“Tutte le volte che ti trovi in una situazione difficile” rispose Kostas mentre continuavamo a passeggiare tranquillamente su e giù per la passeggiata, “cerca di vedere te stesso coperto di una luminosità completamente bianca e crea con la mente la stella a cinque punte”.
“Che cosa intendi per situazione difficile?”
“Voglio dire quando ti trovi davanti a un pericolo psiconoetico che viene dall’ambiente in cui vivi tutti i giorni, come persone che ti assalgono con i pensieri e i sentimenti, oppure pericoli provenienti da intrusioni simili che vengono da altre dimensioni psiconoetiche”.
“Kosta, ci puoi spiegare più precisamente come costruire una stella a cinque punte?”, chiese Crysanthos. Kostas pensò per alcuni secondi, tirò un paio di boccate dalla pipa e cominciò a rispondere a Crysanthos.
“Accertati”, disse, “che la punta più alta sia sopra la testa. Le due punte orizzontali devono coprire interamente le braccia distese come se fossero la parte orizzontale di una croce. Le estremità delle punte devono coincidere con l’estremità delle mani. Le altre due punte della stella devono contenere le gambe divaricate e la loro estremità coinciderà con i piedi”.
“Suppongo” dissi “che ci dobbiamo immaginare in piedi con le braccia aperte e le gambe divaricate, come nel disegno classico di Leonardo da Vinci”.
Esattamente. La stella a cinque punte è il simbolo del mondo psichico. È anche il simbolo del trasferimento della coscienza umana dai cinque sensi ai cinque supersensi”.
“In che modo la stella a cinque punte è una forma di protezione diversa dalla luminosità bianca a forma di uovo che visualizziamo intorno a noi durante la meditazione?” chiese Crysanthos.
“La stella a cinque punte è più concreta. Quando siete all’interno della stella a cinque punte nulla, proprio nulla, vi può toccare. L’unica cosa che può vincere la stella a cinque punte è la stella a sei punte. Ma chiunque sappia usare la stella a sei punte, può operare solo per il bene ed esprimere solo amore. Capite?”
“Vorresti dire che una persona malvagia può manipolare una stella a cinque punte?” chiesi.
“Sì” rispose Kostas, “ma una persona malvagia userà una stella a cinque punte rovesciata, che è il simbolo di lucifero. Nel momento in cui un Cercatore della Verità si riveste della stella a cinque punte, nessun pensiero negativo o influenza negativa può avere alcun effetto su di lui”.
“Stai dicendo, se capisco bene”, dissi, “che chiunque usi la stella a cinque punte nel modo appropriato invoca i poteri di protezione”.
“Ma certamente, la stella a cinque punte è in sé un’invocazione”.
“Dobbiamo costruire la stella a cinque punte con gli occhi chiusi?” chiesi.
“Costruiscila mentalmente, in qualunque modo ti piaccia” rispose Kostas. Passò quindi a dimostrare con alcuni movimenti corporei come dovevamo disegnare su noi stessi le linee per costruire il talismano noetico.
Mise la pipa su una panchina e si guardò intorno per vedere se c’erano persone sulla passeggiata. Voleva essere sicuro che nessuno ci osservasse mentre facevamo strani movimenti per cercare di imparare la tecnica mentale adatta a formare una protezione spirituale e psichica.
Nessuno era in vista. Kostas era in piedi immobile rivolto verso il mare e la luna che stava sorgendo. Divaricò quindi le gambe e allungò il braccio sinistro sulla sinistra e il braccio destro in alto. Rimase in quella posizione per alcuni attimi aspettando che lo imitassimo seguendo i suoi movimenti.
“Ora iniziate dal punto alto sopra il braccio destro. Incominciate a disegnare la linea che congiunge quel punto con la parte posteriore della gamba destra. Okay?”
Seguimmo le sue istruzioni goffamente. “Ora fate partire mentalmente una linea da quel punto dietro la gamba e portatela all’estremità della mano sinistra. Ora portate la linea dall’estremità della mano sinistra all’estremità del braccio destro tenendo ambedue le mani distese”.
“Ora dovete disegnare la linea dell’estremità della mano destra alla fine della gamba sinistra e poi portate la linea sopra la testa a congiungersi nel punto di partenza”.
“Ora avete completato la stella a cinque punte!” Kostas tornò in posizione normale.
“Fatelo ancora una volta” ci disse. Dopo alcuni tentativi Crysanthos e io eravamo sicuri di aver imparato il modo di disegnare la stella a cinque punte e porci al suo interno. Kostas spiegò che quando volevamo creare la stella a cinque punte, non avevamo bisogno di stare in piedi e muovere gli arti nel modo in cui ci aveva appena mostrato. Dovevamo fare quei movimenti mentalmente, disse. Altrimenti correvamo il rischio di non essere capiti, con possibili conseguenze spiacevoli.
“È necessario tracciare le linee mentalmente?” chiesi, “o è sufficiente visualizzare noi stessi all’interno della stella a cinque punte?”
“No, il potere protettivo della stella a cinque punte viene attivato nel momento in cui viene tracciata. Non è sufficiente immaginarsi all’interno di essa. Disegnando ripetutamente questo elementale protettivo, poiché state creando realmente un elementale, gli date energia, solidità e sostanza. Poi, una volta che è formato, vi potete semplicemente focalizzare su di esso e sarà a disposizione per darvi protezione in qualunque momento”.
Feci notare che mentre eravamo nel teatro avevo costruito la stella nella maniera sbagliata, senza tracciare le linee. Kostas mi rassicurò che trovandomi insieme a lui, in realtà non avevo nulla da temere per la possibile presenza di furie demoniache.
“A parte il fatto”, disse, “che l’Erevna comunque vi protegge. Ma se per qualche ragione fortuita vi capitasse di incontrare un anapodos (una stella a cinque punte rovesciata), rimanete semplicemente all’interno della stella a cinque punte e in questo modo gli anapodos non potranno toccarvi”.
“Com’è possibile?” chiesi.
“L’uno blocca all’interno l’altro in questo modo”. Kostas portò le mani avanti intrecciando le dita. “La sommità della vostra stella a cinque punte penetra l’anapodos e neutralizza il suo potere.”
Chiesi a Kostas di chiarire ulteriormente da che tipo di pericoli poteva proteggerci la stella a cinque punte. Ci spiegò che ogni volta che sperimentiamo una minaccia psiconoetica, come cattive vibrazioni provenienti da qualunque fonte o pericolo incontrato nei sogni coscienti, la stella a cinque punte è la migliore protezione. “Nel momento in cui notate, in forma di visione o nella forma di un simbolo, gli anapados” disse Kostas “entrate immediatamente nella stella a cinque punte. Ma, ribadisco, poiché siete iniziati dell’Erevna, avete comunque una protezione”.
Conoscere queste protezioni è una cosa importante per un Ricercatore della Verità, aggiunse Kostas, quando cominciamo ad aprire i centri psiconoetici o chakra, disse, dobbiamo essere pronti a proteggerci da eventuali intrusioni malefiche provenienti da altre dimensioni.
Kostas aveva detto ripetutamente che avere i chakra chiusi è una forma di protezione; “il corpo è il nostro castello” diceva di solito. Aprire i centri psiconoetici prematuramente, prima di essere padroni di emozioni e pensieri, potrebbe esporci a vibrazioni negative e a elementali che potrebbero disturbare il nostro equilibrio mentale ed emotivo.
Eravamo talmente immersi nella discussione che non ci eravamo accorti che erano già passate le nove di sera. Avevamo camminato su e giù per la passeggiata per più di un’ora. Augurai la buonanotte a Kostas e Crysanthos e camminai in fretta lungo la strada che costeggia il mare verso la casa dei miei suoceri.




Credits to:
- Visione Alchemica -

e dal libro: Fuoco nel cuore di Kyriacos C. Markides