Il Sacro Graal, Arild Rosenkrantz

Il Sacro Graal, Arild Rosenkrantz
Nella divinità del mondo
troverò me stesso
in essa io riposo
risplende la divinità dell'anima mia
nel puro amore per tutti gli esseri,
risplende la divinità del mondo
nei puri raggi della luce.
-R.Steiner-

Visualizzazione post con etichetta BK. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta BK. Mostra tutti i post

lunedì 23 luglio 2012

"La Relazione" dal punto di vista sociologico e spirituale.


La Relazione che guarisce…
Conoscere Dio

conoscere dio

 


Ma che cos’è una Relazione?

…è un contatto, un’unione fra due diverse realtà, anche se normalmente si uniscono cose o esseri che sono simili, o che hanno qualcosa da scambiarsi. Raramente ci uniamo con qualcuno con cui abbiamo poco o niente in comune.
Nell’unione cerco di condividere, di assorbire qualcosa che mi faccia star meglio, nella relazione cerco di gioire della dolcezza dell’unione appunto. E questo è estremamente importante se decido di avventurarmi nel conoscere Dio:

"...forse non sai che parola Dio deriva da Devus, che a sua volta prende la radice ariana DIV, che ha il senso di splendere o di brillare, o ancora: Colui che Splende, molto semplicemente."

… il mondo intorno è fatto di relazioni, è tenuto in contatto dalla capacità che sviluppo di unirmi ad esso, di armonizzarmi ad esso e di conoscerlo.


La conoscenza genera sicurezza...

La conoscenza genera anche fiducia e permette che delle realtà, anche molto differenti fra loro continuino ad andare avanti sulla base del mutuo scambio e reciproco insegnamento.

Nella misura in cui dedico la mia ricerca relazionale a qualcosa di valido, benefico, potente, pulito e rigenerante, il mio cuore inizierà a manifestare contentezza, serenità, amore ed accettazione per il prossimo.
Il punto è dove trovo una simile unione… relazione?
Il mio compito in quanto essere umano, o la mia dedizione, è quella di dedicarmi, col tempo, ad una relazione che mi rinfranca via via sempre di più, e di lasciare andare quei generi di realtà che appesantiscono il mio cuore.
Il sentiero della spiritualità vuole svelare ed integrare un tipo di azione (quella di Conoscere Dio appunto) che normalmente non è vista o contemplata come un tipo di condotta che apporterebbe beneficio se fosse messa in pratica, anzi, la maggior parte della gente è cieca a questo tipo di possibilità, ancora oggi.


Analizzando le relazioni umane…

Un buon figlio è colui che si rende conto di vivere all’interno di una famiglia e che i suoi genitori lo stanno facendo crescere sulla base del loro amore e dei loro sacrifici.
Il papà, di questo figlio, un buon papà, si rende conto che ha davanti la sua creazione e come tale va sostenuta, alimentata e guidata, non solo… sente anche che va responsabilizzata per donarle la libertà, un padre è anche una guida.
Una buona madre sa che il proprio figlio è un dono, un regalo speciale del mondo e che va custodito come un gioiello ed amato grandemente.
E così fra fratelli e sorelle, nella stessa famiglia passa quella consapevolezza nobile di aiuto e cooperazione, di sapersi divertire insieme ed aiutarsi nei momenti difficili.
Il significato quindi è quello di esprimere e trovare benessere attraverso la relazione, trovare soddisfazione e serenità.
Ma facendo un passo al di là delle relazioni umane… perché il mondo umano appunto, soprattutto oggi è caratterizzato da fluttuazioni, da picchi di felicità il giorno prima a baratri di scontentezza, rabbia e violenza dove i figli uccidono i genitori per questioni di soldi e beni materiali, dove i genitori stuprano i loro figli o li abbandonano per strada che sono ancora in fasce, dove i fratelli della stessa famiglia si odiano e non comunicano più per la vita… può essere possibile un tipo di mondo simile? Quanto può andare avanti?


Conoscere Dio…

E’ chiaro che abbiamo bisogno di un punto di riferimento che non fluttua, al quale posso sempre rivolgermi in caso di bisogno e consiglio, col quale posso comunicare quindi. Ho bisogno di un essere che mi capisca intimamente, laddove gli esseri umani non riescono ad arrivare, laddove il mondo e la nostra famiglia non possono più sostenerci.
E quando ci si spinge verso tali altezze, come l’idea di conoscere veramente questo punto di riferimento, occorre farlo tenendo presente che stiamo andando verso la madre più buona ed amorevole, verso il padre più vero e presente, verso il fratello più sincero, verso la guida che vuole portarci realmente alla Verità.
L’unione suprema, la relazione più importante rappresenta il massimo o l’inizio del massimo a cui un essere umano può arrivare o verso cui possiamo inziare a camminare, è un incontro di due Verità ed è una promessa nel senso che tutto quello che riceverò da questa unione potrò donarlo ai miei cari, ai miei amici, alla mia famiglia, al mondo…


Tutto il Meglio per la Tua Realizzazione!
Università Spirituale Brahma Kumaris:
Marco di Biagi per BK.





Credits to:



mercoledì 4 aprile 2012

La Legge del Karma (1°parte)


Karma:
Liberarsi dai pesi del passato!
- Prima Parte -



[…] Karma deriva da agire ed è in stretta relazione con le leggi scientifiche della fisica come il nostro caro “principio di azione e reazione“; ossia ogni volta che applico una forza questa mi torna indietro uguale e contraria; ciò vale per le azioni negative che compio, ma anche per le azioni positive (l’effetto torna all’artefice).

La legge di gravitazione universale possiede anche degli ottimi spunti per decodificare la legge del karma, ogni qualvolta lancio un oggetto verso l’alto questo ricadrà inevitabilmente a terra, attirato dalla forza di gravità.

Diciamo che l’universo stesso è pervaso di principi che tendono all’ordine e all’armonia, principi che non possono essere rotti poiché sono leggi universali, ciò che agli occhi della persona comune appare come un disastro, un momento difficile da superare, davanti a colui o colei che si accinge ad esplorare la legge di causa effetto appare come un ri-bilanciamento di forze momentaneamente uscite, o fatte uscire, da binari armonici di azione e vita.

Prima di addentrarci nel vivo dell’articolo, la legge karmica ovviamente considera anche il mio pensiero come un’azione. Un’azione sicuramente più sottile di una compiuta attraverso il corpo ma che sicuramente ha il suo impatto, ci sono persone infatti che con la “forza del pensiero” possono far ammalare altra gente fino a farla morire, altre, fortunatamente, riescono, con la forza della loro mente, a guarire altri soggetti anche da malattie dichiarate incurabili dalla medicina allopatica.


Saldo karmico

Quello che siamo adesso, quello che sei ora, nel momento in cui leggi questo articolo è il risultato, il frutto presente delle conseguenze delle scelte che hai compiuto nel passato. La legge karmica ci mette davanti a noi stessi… non è proprio facile capirla ed apprezzarla. Ci fa vedere come, se siamo finiti in una buca, è più o meno responsabilità nostra.

Ma proprio perché è mia responsabilità ho fortunatamente la possibilità di liberarmi da ciò che ho creato, ho la possibilità di capire e comprendere la situazione attuale e venirne piano piano fuori, a questo possiamo dare il nome di saldo karmico.

E ne esistono di due tipi, in questo contesto. Il primo è il saldo karmico attraverso la sofferenza: devo capire che liberarsi da qualcosa significa ri-acquisire ciò che ho perduto, lasciando andare ciò che adesso m’imprigiona.

A livello spirituale, ciò che ho perduto e che non mi fa sentire felice si riferisce non tanto a cose materiali quanto, in prima battuta, a delle facoltà del mio essere, delle mie innate qualità che mi permettono di gioire e godere della mia vita, delle circostanze, ho perso la memoria del mio sé, attraverso determinate scelte e conseguenze ho perso: la mia identità.

E come faccio a riacquisirla?

Ecco che i momenti di crisi possono essere benvenuti perché purtroppo è proprio nel dolore che l’anima si ricorda di qualcosa. È nell’assenza di qualcosa che me lo vado a ricordare, proprio perché non ce l’ho più. A volte può essere troppo tardi e quel disagio che si prova mi aiuta, seppur in maniera amara, a capire ciò che davo per dovuto.

La sofferenza quindi è l’amara medicina che ha lo scopo di rimettermi-in-carreggiata e, come si diceva, provo dolore quando non pongo la giusta attenzione a ciò che già possiedo, sviluppo il sentimento di dare-per-scontato ciò di cui mi circondo e, ad un certo punto, quello sparisce!

La scomparsa è necessaria affinché mi svegli dal sonno in cui sono piombato.

Questo non vuol dire buttarsi nelle esperienze più dolorose per imparare ad amare e ad apprezzare la vita.

Significa iniziare a capire, focalizzarsi sul fatto che, quando sto soffrendo, soffro a causa di una perdita dovuta ad una precedente cecità, mancanza d’accortezza o qualsiasi altra buona cosa. E quel dolore mi sta aiutando a realizzare tale mancanza d’attenzione e sta resettando il mio animo per il futuro.


- Marco De Biagi, 26 Gennaio 2012 -




Credits to:


lunedì 12 marzo 2012

La Carta della Maturità!


Le Virtù dell'Anima...
dalle Carte della Brahma Kumaris... con amore...


- Maturità -
Imparo l'arte di essere
un osservatore distaccato
e sono sempre disponibile
a cercare soluzioni.


*****


"E' l'arte di apprendere dal proprio vissuto, portando con sé solo l’arricchimento di una esperienza. Allo stesso tempo, maturità significa essere sempre studenti disponibili ad imparare, con qualità di ascolto e rispetto, verso qualsiasi interlocutore.



Colui che è maturo non si lascia travolgere dalle circostanze, ma rimane stabile per capire e agire solo dopo un’attenta riflessione. Il suo intervento è accurato, deciso e mirato. Sa usare l’intelletto per ben discernere e giudicare nel modo giusto. Non si perde in chiacchiere, ma sa giocare con le parole: talvolta serie e toccanti, talvolta ilari e gioconde.



Non critica, non sminuisce nessuno agli occhi di altri, perché il suo intento è unire e non dividere. Chi è maturo gode della fiducia degli altri, della loro stima e rispetto. Viene spesso interpellato perché non invade né impone le sue idee. Le “getta” come gocce nell’oceano e poi si diletta nell’ascolto. Dimenticando di aver dato un contributo sa offrire un reale supporto.



La vera maturità non è data dall’età, ma dall’esperienza di una conoscenza spirituale messa in pratica con costanza e quindi assorbita ed elaborata con profonda consapevolezza.”





Tratto da "Canto di Libertà" di Antonella Ferrari.






Credits to:


martedì 15 novembre 2011

Bk - Perle di Saggezza: "La Fenice..."


La Fenice Risorge!!!
di Rosalba per BK


Racconta la leggenda che l'araba fenice viveva 500 anni e alla fine della vita costruiva un nido su un altare e si bruciava per poi rinascere. E' un simbolo della reincarnazione.
E' difficile capire il Karma (la legge di causa/effetto) se pensiamo di avere una sola vita; quello che succede ci sembrerà "ingiusto" o definito come: "è la volontà di Dio" che in realtà non spiega niente e richiede una fede cieca. Reincarnazione e Karma completano la nostra comprensione e rettificano la tendenza alla critica migliorando la nostra vita.

La spiegazione spirituale a quanto sta accadendo in questi ultimi anni: terremoti, tsunami etc. secondo la Brahma Kumaris è che siamo in una fase di transizione storica. Oggi molti parlano del 2012, noi non abbiamo una posizione specifica però percepiamo il movimento in atto, la natura si sta trasformando e la maggior parte dell'umanità non si rende conto che anche il pianeta ha una vita ciclica.
La stagione planetaria che stiamo vivendo è l'inverno: freddezza, egoismo, materialismo, poca attrazione per la spiritualità. C'è però da parte di alcuni una ricerca verso qualcosa di più e sono nate negli anni varie correnti dedite all'ecologia, allo sviluppo personale, alla meditazione ecc.. , un ritorno ad apprezzare le cose naturali; le persone sono dunque alla ricerca di autenticità.

Per invertire dei meccanismi serve sempre un elemento esterno al meccanismo stesso, che ha ormai consolidato una sua dinamica. Quindi in questo tempo di grande informazione, la comunicazione più necessaria è quella che può raccontarci chi siamo e chi è l'Anima Suprema. Proprio Lui è l'elemento esterno rispetto alla grande commedia umana, in grado di immettere nuova energia e aiutarci nel cambiamento da bruchi in farfalle. Ci insegna di nuovo come fare il bozzolo, arte dimenticata.

Secondo gli Incas alla fine della trasformazione si passerà dallo stato di Homo Sapiens allo stato di Homo Lumens, quindi non dobbiamo vedere la fine dell'inverno planetario come qualcosa di catastrofico, che fa paura.
Questo è il momento di attivarsi e partecipare alla trasformazione, prendendo energia direttamente dall'Anima Suprema e il metodo per attingere direttamente all'energia divina è la meditazione Raja Yoga.

La Brahma Kumaris è stata fondata proprio per aiutare l'umanità in questa trasformazione. Come il sole fisico stimola le piante a crescere, così il Sole spirituale, Dio, stimola la nostra crescita e fa riemergere in noi ciò che è bello e perfetto, originariamente l'anima è perfetta in pace, armonia, amore e gioia.


Credits to:

martedì 8 novembre 2011

La Carta della Pazienza!


Le virtù originali dell'anima:
"La Pazienza"



"Quanta pazienza occorre ogni giorno?

Pazienza significa procedere nonostante gli ostacoli e muoversi a ritmo delle circostanze, comprendendo che ogni situazione ha un suo beneficio. La flessibilità e la pazienza diventano cari compagni di viaggio.

Ogni momento è un’opportunità di semina, il cui frutto arriverà al tempo giusto: il contadino che getta i semi sa di non avere un immediato raccolto, il giardiniere non pretende un immediato sbocciare dei fiori.

Non ho bisogno di spingere le circostanze, ne di incalzare per fa si che qualcosa avvenga.

Qualsiasi pressione verso se stessi, gli altri o le circostanze, è fonte di stress. Generalmente non produce grossi risultati, ma riduce al minimo le proprie potenzialità.

La pazienza mi libera dalla noia, dall’irritazione dell’attesa, e mi insegna che ogni momento è ricco, significativo ed inevitabilmente connesso alla creazione dell’attimo successivo.

Imparare a vivere il presente con la giusta percezione del passato e del futuro, è la dimensione migliore per apprezzare il momento attuale e divenire naturalmente pazienti."
Tratto da:
"Un Canto di Libertà, 365 pensieri, uno per ogni giorno dell'anno"
di Antonella Ferrari


  
Credits to:
"La Pazienza" è parte di un mazzo di carte della Brahma Kumaris


domenica 16 ottobre 2011

Perla di Saggezza - "Il Silenzio"


Il Silenzio...
di Dadi Janki


Colui che ha il potere del silenzio vive in un palazzo e ha un grande sentimento di regalità dentro di se. Il palazzo del silenzio ha mura alte.

Anche le prigioni hanno dei muri alti. La differenza tra i due tipi di mura è che nella prigione le persone sono tenute dentro, mentre il palazzo è una roccaforte che protegge coloro che ci vivono dentro.

Colui che vive nel palazzo del silenzio e pace, ha il potere di mandare vibrazioni al mondo, mentre le vibrazioni dall'esterno non possono entrare dentro. Adesso entrate nel vostro palazzo del silenzio. Imparate a create sentimenti molto profondi nel vostro palazzo. Queste diventeranno vibrazioni amorevoli che si spargeranno fuori.

Pensate a come viaggia il suono, viaggia come un eco e torna indietro.

Ma il potere del silenzio non funziona come un eco che torna indietro, continua a viaggiare lontano. Arriva a luoghi remoti, sottili e serve.

Quando siete estroversi vi divertite con il suono che non vi permette di accumulare silenzio. Chi detiene il potere del silenzio parla poco ed ha un
grande impatto.

Se vedete qualcuno piangere sentite coinvolgimento, se qualcuno ride, siete trascinati nello stesso umore.

Quindi tendiamo a essere catturati dell'emozioni degli altri. Se avete compassione o misericordia allora anche se qualcuno non fa quello che gli avete chiesto voi rimarrete pacifici.

La cosa meravigliosa di colui che accumula silenzio è che non è disturbato. Intorno magari gli altri sono alterati ma lui non lo sarà.

Rimarrà quieto osservatore coinvolgendo altri nella stessa quiete.




Credits to:

venerdì 7 ottobre 2011

Riflessioni e Sorrisi, cap. 2

- L' Innocenza dei Bambini -


Una ragazzina ogni giorno andava e tornava a piedi da scuola. Una mattina però il tempo era incerto e si stavano formando grosse nubi, lei comunque fece il suo cammino giornaliero verso la scuola. Nel pomeriggio si alzò un forte vento, con tuoni e fulmini che tagliavano il cielo.

La madre della ragazzina si preoccupò che sua figlia poteva impaurirsi nel tornare da scuola; aveva paura che la tempesta potesse colpirla.

Quindi andò velocemente alla macchina e guidò verso la scuola.

Mentre guidava, vide sua figlia che tornava a piedi. Ma ad ogni lampo e fulmine, la ragazzina si fermava, guardava in alto e sorrideva.
Velocemente un fulmine seguiva l'altro, ciascuno con l'arresto del cammino della ragazzina che guardava in alto e sorrideva.

Finalmente la madre chiese a sua figlia, ma che cosa stai facendo?
La bambina sorridendo rispose, "E' che Dio continua a farmi delle foto!"
Riflessione:
La nostra mente dovrebbe essere così bella e così chiara che Dio stesso vorrebbe visitarla.




Credits to:

La carta della Contentezza!

Le Virtù originali dell'Anima:
"La Contentezza"


"Ognuno sceglie su quali binari far correre la propria vita. Se essi sono fatti di principi sani e dignitosi, la contentezza sarà l'inevitabile frutto.
Per essere contenti bisogna osservare 3 tipi di leggi:
- spirituali, cioè i principi e i valori
che governano l'universo interiore;
- fisiche, che regolano l'universo intorno;
- umane.
Al contrario, una coscienza non "pulita" produce inquietudine e insoddisfazione.
L'essere umano , capace di passare dalle profondità dell'oceano all'immensità dello spazio, quest'uomo che gestisce e anima il pianeta, non sa più come essere contento, come gioire delle piccole cose, come sperimentare pace quando vuole, come ricevere amore quando lo desidera.
Uno stato di contentezza non lo si può improvvisare, lo si costruisce, giorno dopo giorno seguendo fedelmente la propria etica, comprendendo che essa è il tronco dell'albero dei raggiungimenti.
"


- Tratto da "Canto di Libertà" di Antonella Ferrari -


<><><><><><> </><><><><><><> </> <><><><><><> </>
Credits to:
La Contentezza è parte di un mazzo di carte della Brahma Kumaris


martedì 27 settembre 2011

La Carta della Leggerezza!


Le Virtù originali dell'Anima:
la Leggerezza...



"Leggerezza non significa essere sciocchi o senza senno, bensì privi di preoccupazioni e di quei fardelli che appesantiscono il nostro cammino.
Un devoto, prima di partire per un lungo pellegrinaggio, pensò di consultare un saggio per avere consigli e benedizioni.
Il saggio disse: “
Sulle spalle porta due borse, mettendone una davanti e una dietro: ricordati di non invertirle mai, altrimenti il tuo viaggio diventerà difficile”. Il pellegrino partì e il primo giorno tutto andò benissimo, senza alcun ostacolo. Alla sera, per dormire, pose le due sacche per terra, ma, al mattino successivo, dimenticando che le sacche avevano una disposizione precisa, distrattamente le invertì.
Il cammino cominciò a diventare arduo. Esausto, si fermò per riposare e pensò di consultare un altro saggio, che gli disse: “
Hai letto che cosa c’è scritto sulla borsa che dovresti tenere davanti?” C’è scritto: “Guarda te stesso.” E su quella dietro? “Guarda gli altri.” Quando le inverti tutto si complica e la leggerezza di uno stato d’animo pulito, scompare.
Allo stesso modo, ogni giorno, posso decidere di creare pensieri negativi ed esserne sopraffatto, oppure, di essere l’artista che dipinge di positività e valori la tela della propria vita."

 

- Tratto da "Canto di Libertà" di Antonella Ferrari -



Credits to:
"La Leggerezza" è parte di un mazzo di carte della Brahma Kumaris


sabato 24 settembre 2011

Scienza e Spiritualità: Tempo e Luce...

- Tempo è Materia / Luce è Energia! -
di Silvia (BK)


Andiamo a capire quest’affermazione. Il tempo è stato creato dall’uomo per orientarsi nel suo mondo che ancora tenta di capire. Ha inventato gli orologi: quello solare, poi la clessidra con la sabbia, fino a quelli attuali al quarzo e al cesio. Le specie viventi e l’universo conosciuto come le stelle, i pianeti e il mondo terrestre hanno un tempo, lo datano con il deteriorarsi delle cose terrrene. I nostri orologi si basano sull’osservazione del Sole, che tutti i giorni vediamo sorgere e tramontare. Definiamo l’anno solare in base alla rotazione del pianeta Terra intorno al Sole, che pur si muove all’interno della sua galassia. L’universo è immenso e recentemente la fisica ufficiale ha ammesso l’esistenza di un’energia oscura accanto alla materia oscura. Attualmente, conosciamo solamente un 10% dell’energia dell’universo, mentre la parte oscura non è stata studiata.
Cos’è la luce? I raggi luminosi provengono dalle stelle che differiscono dai pianeti perché questi ultimi non sono caldi, non emettono luce propria, possono solo rifletterla, come la luna.
Osserviamo le fasi lunari: come luna piena, quando la luna appare tutta illuminata come una sfera, luna nuova quando è completamente buia e non appare, luna crescente quando comincia a riflettere i raggi solari.
La luce è eterna. In fisica la luce è considerata una radiazione elettromagnetica che nel suo comportamento corpuscolare, ossia come particella, rappresenta la particella fotone, che è senza massa appunto perché rappresenta la luce. Ogni radiazione che conosciamo può comportarsi come una particella. Quella della luce, ossia i fotoni, sono particelle senza massa che viaggiano alla velocità della luce. Sono quindi relativistiche, seguono la relatività di Einstein. La velocità della luce è il limite che Einstein ha dato per le velocità: in un secondo i fotoni percorrono 300 km. Dalle nostre osservazioni vediamo arrivare la luce di una stella che non si trova più nella posizione da dove la stiamo osservando.
L’eternità. Possiamo definire eterno o averne percezione, quando entriamo in una meditazione profonda e cominciamo a non percepire più il nostro corpo e sentire o sembra di sentire che “non siamo più lì”. Si entra anche nei sogni in quest’altra dimensione, dove può capitare di sobbalzare dal letto perché eravamo in pericolo. Poi ci svegliamo e ricordiamo il sogno come un film. A volte capita in meditazione di perdere la percezione del tempo, di estraniarci completamente e cadere in uno stato di profonda pace senza tempo.
Einstein dice che alle velocità relativistiche, ossia prossime a quella della luce, avvengono dei fenomeni quali la dilatazione del tempo e la contrazione della lunghezza. Queste due grandezze fisiche sembrano far parte dello stesso oggetto fisico, le due facce della stessa moneta, come l’energia e la velocità. Alle velocità prossime a questo limite, il tempo dello stesso fenomeno, come la vita di una particella, si dilata se osservata in due sistemi di riferimento diversi. Per esempio, la vita di un muove a riposo ossia nel sistema di riferimento ancorato con la particella, e dura qualche microsecondo. Nel laboratorio del Gran Sasso si osservano muoni durare qualche millisecondo dopo aver attraversato i 50 km di atmosfera terrestre e la roccia. Il tempo è relativo, dipende dall’osservatore, da dove questi si trova osservando lo stesso fenomeno. Il muone decade in un’altra particella ossia la sua vita media varia a seconda della velocità con cui si muove l’osservatore che sta misurando in relazione alla velocità alla quale avviene il fenomeno. In realtà nulla scompare, semplicemente si trasforma. Tutto si trasforma, tutte le particelle e cose materiali, ma anche la luce si trasforma quando si comporta come particella, quando interagisce con altre particelle, dando origine e diventando elettroni.
Da questo i famosi pannelli solari il cui principio di funzionamento era già noto ai tempi di Leonardo.
La contrazione delle lunghezze è il risultato dell’effetto relativistico su una sbarra quando questa viene osservata in contesti diversi, per esempio da fermi con in mano la sbarra, ossia a riposo, oppure su un eurostar, un treno veloce, per quanto ci è consentito oggi. La sbarra ci sembra più piccola. Con strumenti idonei potremmo dimostrare che la lunghezza si è contratta. Più raggiungiamo velocità prossime a quella della luce, più i fenomeni relativistici sono osservabili.
Le equazioni relativistiche di Einstein portano alle seguenti formule per la dilatazione del tempo e la contrazione della lunghezza. Conoscendo che g=Ö1-ß2, dove ß=v/c, quando la velocità tende al limite c, ß da 0 arriva a 1, g varia da 1 a 0:
Δl=gl                           Δt=t/g
Δl è la contrazione della sbarra di lunghezza l, mentre Δt calcola la dilatazione della vita media t di una particella o fenomeno, infine g è il fattore relativistico. La sbarra si può contrarre ed il tempo si può dilatare. Lo spazio può scomparire al limite delle velocità, difatti il fotone non ha massa. Il tempo invece si dilata fino ad arrivare ad infinito ¥ perché ricordiamo una costante divisa per un numero piccolo minore di 1in realtà cresce, aumenta, per esempio 2 x 0,5 =1, quando il numero tende ad un infinitesimo, 0,000000001 in realtà aumenta fino ad arrivare ad un numero enorme che si indica con ¥. Quindi il tempo può dilatarsi fino all’infinito che potremmo definire come eternità dove lo spazio potrebbe scomparire, la materia si è trasformata tutta completamente in energia e luce senza tempo.
Quella sensazione di pace, silenzio, amore e beatitudine, dove si perdono le percezioni di spazio, tempo e corpo, potrebbe essere una sensazione di eternità e luce che si può chiamare con tanti nomi diversi: energia, Dio, anima suprema, intelligenza divina, scintilla. Possiamo definirla un’altra dimensione che ci appartiene perché nel sonno spesso ci andiamo senza ricordarlo, senza esserne coscienti. Potrebbe essere la stessa dimensione della meditazione. L’abitudine di meditare può essere l’esplorazione di questo mondo ancora oggi così inesplorato.
Credits to:

Riflessioni e Sorrisi, cap. 1


- Il cambiamento inizia da te -


Un pomeriggio un padre tornò dal lavoro e il figlio voleva giocare. Lui aveva del lavoro da fare abbastanza urgente, ma il figlio insisteva.

Sul tavolo in soggiorno c'era una rivista con dentro una mappa del mondo. Il padre strappò la mappa in tanti piccoli pezzi, li diede al giovane figlio con le istruzioni di mettere a posto la mappa.

Il figlio andò in camera sua con il compito e il padre tornò al suo lavoro, pensando che avrebbe impiegato un bel po' di tempo per completare il puzzle. Di sorpresa, solo quindici minuti dopo, il figlio tornò con il progetto completato. Meravigliato, il padre chiese al figlio come aveva fatto a finirlo così velocemente.

"E' stato facile. Dall'altro lato della mappa c'è un disegno di un uomo," disse il figlio. "Quando ho messo a posto l'uomo, il mondo era a posto!"

E' semplice creare un mondo migliore. Inizia con te stesso, crei un migliore te. Solo quando ognuno di noi ha risolto i propri problemi saremo in grado di risolvere i problemi del mondo. Non possiamo prenderci cura dell'umanità fino a che non abbiamo curato noi stessi internamente.

 


 

Riflessione:il cambiamento inizia da te: concentrati su diventare la persona che vuoi essere e potrai cambiare il mondo.

 


Credits to:

domenica 28 agosto 2011

Riflessioni sulla Vita: "Se sei solo..."


Sei solo?
di Mike George
(Recensione Articoli - Meditazione Raja Yoga)



Viviamo in un’epoca in cui è facile creare e sentire la pressione della società a stare con un altro. La ricorrenza annuale di S.Valentino può essere gioiosa per qualcuno e triste per qualcun altro che sente di essere ancora senza il/la suo/sua ‘valentino/valentina’. Ci è stato insegnato che innamorarsi è una conquista e che ti mancherà l’amore se non c’è la presenza fissa di una persona speciale nella tua vita. Perciò cerchiamo di spingerci con decisione verso una relazione intima. Attualmente ci sono club di single in cerca di amore, club che procurano incontri ed eventi per relazioni veloci. Giornali e riviste hanno pagine piene di single che cercano altri single in modo da formare una coppia! Abbiamo valanghe di siti web con il fine di aiutarci a trovare l’anima gemella. Ci sono corsi sull’innamoramento, seminari su come attirare il partner perfetto e workshop su come gestire l’altra metà quando la luna di miele è finita.

Ci sono centinaia se non migliaia di terapisti, consulenti e coaches in attesa di essere chiamati a salvare, risuscitare e rimetterci in sesto durante la lotta per far fronte alle complicazioni dovute alla gestione di una relazione intima, della solitudine dovuta all’assenza di una relazione o semplicemente del sentirsi soli in una relazione!

Allora, che sta succedendo…. realmente? Perché ci sono tanti avvocati impegnatissimi a guidarci durante i preparativi nuziali e fuori dai tribunali per accordi, separazioni e divorzi? Perché la massa di rubriche dedicate alla posta del cuore sono inondate delle lacrime e delle bizze di gente in difficoltà con il partner? Potrebbe essere che questa industria della relazione che sembra essere sbucata dal nulla negli ultimi trent’anni, sia dovuta ad una sola cosa, una sola ragione, una sola causa? Potrebbe essere che troviamo difficile sostenere e alimentare una relazione intima genuina con l’altro o gli altri semplicemente perché non conosciamo noi stessi?

Finché non sarai pienamente contento di stare per conto tuo, cioè completamente a tuo agio in tua compagnia, non sarai mai veramente felice con un altro”

Per qualcuno questa frase è terrorizzante e per altri è una profonda verità. Che effetto fa a te? Che sia vera o no è probabile che faccia suonare un campanello e pertanto vale la pena di investigare. Ecco sette osservazioni riguardo ai nostri possibili motivi per stare con un altro che potrebbero influenzare la nostra interpretazione di questa affermazione. Vedi se fanno suonare un campanello anche a te.

1. Molti vogliono qualcuno nella loro vita per poter sfuggire a se stessi, il che significa da ciò che vedono e sentono dentro se stessi. Cercano di nascondersi nell’altro. Per un po’ può funzionare ma è probabile che alla fine verrà tutto a galla!
2. Se ci attacchiamo ad un’altra persona significa che viviamo qualche forma di paura (di solito ansia): paura di perdere o della solitudine. Tuttavia impariamo a sopportare l’ansia e ad interpretarla come normale. Nel frattempo tendiamo a scambiare quell’attaccamento per amore. Non ci accorgiamo che quell’ansia distrugge la nostra felicità e la nostra capacità di donare noi stessi. Aggrapparsi ancora di più può sopprimere la paura, ma poi ritornerà in forme differenti, come sospetto e gelosia. Non sono certamente segnali di unione felice.
3. La ragione per cui desideri stare con qualcuno può essere perché ti preoccupi di ciò che gli altri potrebbero pensare di te vedendoti da solo. Molti di noi hanno imparato a considerare lo stare da soli come un fallimento. Questo significa che la nostra autostima e valore sono esteriorizzati e dipendenti dagli altri. Non è propriamente una buona idea, ma è ciò che molti sono stati programmati e educati a credere di dover fare. Questa dipendenza piano piano erode il rispetto per e la fiducia in noi stessi.

4. Se divieni dipendente da un altro al fine di sentirti rassicurato alla fine danneggerai la tua relazione quando le tue incertezze verranno fuori e si tramuteranno in aspettative. Quando proietti le tue aspettative sull’altro è molto probabile che entrambi proverete una mancanza di libertà. E se non sei un essere libero, non potrai essere felice.

5. Credere che l’altra persona o la sua approvazione sia necessaria per sentirci completi significa che stiamo vivendo nell’illusione di non essere già completi. Assieme a parecchi milioni/miliardi di altri abbiamo probabilmente consumato e digerito le delusioni collettive che bisogna acquisire qualcuno o qualcosa al fine di sentirci completi in noi stessi e perciò nella nostra vita. E tuttavia possiamo conoscere la nostra completezza, e perciò essere interiormente appagati, solamente quando ci liberiamo da qualsiasi bisogno o mancanza che derivano dalla nostra dipendenza da…qualcosa o da qualcuno. Ciò non vuol dire che non accettiamo il dono dell’aiuto e del sostegno dagli altri, specialmente in momenti in cui siamo incapaci di aiutare noi stessi. Significa solo che non usiamo quell’aiuto/sostegno come stimolo interiore né lo ricerchiamo con bramosia.
6. Quando vogliamo e cerchiamo di appartenere a qualcuno significa solo che non siamo pienamente consapevoli che il desiderio di appartenere è semplicemente un profondo desiderio di essere…noi stessi…di nuovo! Voler appartenere ad un altro (a un gruppo o un luogo) significa che stiamo cercando noi stessi in qualcosa o qualcun altro. Una missione impossibile!
7. Quando desideriamo innamorarci di un altro significa che vogliamo ciò che già siamo e che perciò già abbiamo e cioè l’amore stesso! Ma Hollywood e Bollywood hanno fatto un lavoro così brillante da convincerci a credere che l’amore debba essere ricercato e ottenuto dall’esterno di noi stessi. In verità non si può mai perdere l’amore perché l’unica cosa che non possiamo perdere è il nostro sé.

Paradossalmente è solamente quando stai bene con te stesso, in tua compagnia, senza il bisogno di un altro, sapendo di essere già completo, consapevole di possedere già ciò che potresti ricercare da un altro, libero dal desiderio di un romanzo in cui impelagarti, che potresti attrarre colui con il quale, tra quelli che ti circondano, sei più naturalmente in sintonia e in connessione.
In verità arriviamo nudi e soli e ce ne andremo nudi e soli. Nel frattempo ci mettiamo a giocare con gli altri. Ma perdiamo la nostra giocosità, la nostra joie de vivre quando cerchiamo di volere, aggrapparci, attaccarci, possedere e appartenere ad un altro.
Quando conosci te stesso, cioè chi sei realmente e ciò che realmente sei, ti sentirai ugualmente a tuo agio sia da solo che in compagnia degli altri. Solo allora, anche se dovessi essere solo, non sarai mai solo. Potresti arrivare persino a realizzare che pur vivendo nel regno degli accoppiati, in realtà sei sempre solo!

Domanda: Quale tra le sette osservazioni elencate risuona più forte per te?

Riflessione: Che cosa succede quando idealizzi la relazione perfetta?
Azione: Questa settimana dialoga con il tuo partner o amici sulle ragioni per cui le relazioni si sfasciano. Ricercatene i sintomi e le cause radicali.

Beh, che aggiungere, profondo questo messaggio, come solo la Brama Kumaris sa fare, tocca tasti dolenti di se stessi che nessuno vorrebbe far riemergere! Io, anima sola stile uccel di bosco, forse mi sento più legata al punto 5. e 6. e apparentemente al punto 7., ad ogni modo ognuno di noi è diverso e ha diversi modi di "bramare d'attaccarsi" a qualcun'altro...
Fatemi sapere il vostro respondo...
Da mio canto posso solo dire di ricercare qualcuno per vedere se veramente il sentirmi sola è meno appagante! Prima o poi lo scoprirò...
Che la via della consapevolezza vi accompagni o amici miei...
Con affetto,
- Queen Mab -




Credits to: