The roses circle

The roses circle
Nella divinità del mondo
troverò me stesso
in essa io riposo
risplende la divinità dell'anima mia
nel puro amore per tutti gli esseri,
risplende la divinità del mondo
nei puri raggi della luce.
-R.Steiner-

giovedì 29 agosto 2013

Incenso e Spirito... parte 3°



- Incenso e Corrispondenze -





Suddivisione elementare Ayurvedica: 

Terra : radici e cortecce 
Acqua : foglie 
Aria : fiori 
Fuoco : semi 
Etere : frutti 



Makko buddhista: 

Ignoranza: legno di aloe (aquillaria agarlocha) 
Avversione: chiodi di garofano 
Desiderio: legno di sandalo 
Orgoglio: canfora 
Invidia: curcuma 



Attribuzioni planetarie delle essenze ai segni zodiacali secondo Enrico Cornelio Agrippa: 

Ariete : Mirra 
Toro : Costo 
Gemelli : Mastice 
Cancro : Canfora 
Leone : Incenso 
Vergine : Sandalo 
Bilancia : Galbano 
Scorpione : Opoponaco 
Sagittario : Aloe 
Capricorno : Assa 
Acquario : Euforbio 
Pesci : Timo 



Associazione dei profumi ai chakra: 

• 1. Muladhara (coccige): legni (sandalo, aloe, cedro...), muschio, nardo, patchouli, vetivert, cedro 
• 2. Swadhistana (addome): vaniglia, tolu, storace, benzoino, sangue di drago, mirra, radice di angelica 
• 3. Manipura (plesso solare): benzoino, cannella, chiodi di garofano, olibano, copale 
• 4. Anhata (cuore): rosa, radice di iris, mirto, melissa, cannella, chiodi di garofano, balsamo del Perù 
• 5. Vishudda (gola): salvia, lavanda, mastice, benzoino, mirto, eucalipto, alloro 
• 6. Ajna o Tricuti (terzo occhio): mastice, radice di viola, canfora, alloro, menta, ginepro, 
gelsomino 
• 7. Sahasrara (corona): incenso, legno di sandalo, legno di aloe, copale, mirra, dammar



Associazione delle fumigazioni alle Sephiroth: 

• 1. Malkuth (terra): dittamo di creta 
• 2. Yesod (inconscio): gelsomino 
• 3. Hod (pensieri): storace [mastice] 
• 4. Netzach (sentimenti): sandalo rosso 
• 5. Tiphereth (il Sé): olibano 
• 6. Geburah (volontà): tabacco 
• 7. Chesed (grazia): cedro 
• 8. Binah (intelligenza): [storace] 
• 9. Chokmah (sapienza): muschio orchitico 
• 10. Kether (illuminazione): ambra grigia 



Associazione delle fumigazioni alle lettere ebraiche: 

• 1. Alef: galbano 
• 2. Beth: mastice, sandalo bianco, storace e tutti gli odori sfuggenti 
• 3. Gimel: canfora, aloe 
• 4. Daleth: sandalo, mirto e tutti i profumi voluttuosi 
• 5. Hey: sangue di drago 
• 6. Vav: storace 
• 7. Zayin: assenzio 
• 8. Cheth: onice 
• 9. Theth: olibano 
• 10. Yod: narciso 
• 11. Kaph: zafferano 
• 12. Lamed: galbano 
• 13. Mem: onice, mirra 
• 14. Nun: benzoino del siam 
• 15. Samech: legno di aloe 
• 16. Ayin: muschio, zibetto o anche gli odori riferiti al pianeta saturno 
• 17. Peh: sangue di drago, pepe e tutti gli odori pungenti 
• 18. Tzaddi: galbano 
• 19. Qof: ambra grigia 
• 20. Resh: olibano, cinnamomo 
• 21. Shin: olibano e tutti gli odori lignei 
• 22. Tav: storace, tutti gli odori opprimenti





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Incenso e Spirito... parte 1°



- Origini e Storia
della fumigazione dell'incenso -





E’ stato talmente coinvolgente parlare con Eraldo, esperto nell’arte di creare incensi, che insieme abbiamo pensato di aprire una sezione dedicata  antica arte e tradizione. Nella parte destra della pagina, nelle Categorie, troverete la sezione INCENSO E SPIRITO con gli articoli scritti da Eraldo, appassionato Maestro Incensiere che ci condurrà alla scoperta di questo splendido mondo, sconosciuto ai più!


"Dove ci sono uomini c’è il fuoco, dove c’è il fuoco c’è il fumo,
dove brucia il fumo sacro, c’è armonia."
Preghiera degli Indiani d’America


Incenso e profumo sono due parole di origine latina che racchiudono al loro interno l’essenza della pratica di fumigare.
Incensum infatti significa semplicemente «acceso» e designa qualsiasi oggetto che, una volta stato a contatto col fuoco, continua a bruciare.
La seconda parola, Profumo, è di natura composta (per fumum) e significa letteralmente «attraverso il fumo», indicando perciò tramite quale mezzo l’aroma e le proprietà di qualche cosa che è incensa possono propagarsi.
Se etimologicamente la parola incenso descrive un insieme così vasto di elementi, la botanica rimanda questo termine alla Boswellia.

Si tratta di un piccolo e nodoso alberello dalle foglie piccole e rade che cresce in zone calde e asciutte, con scarse precipitazioni, raggiungendo un’altezza compresa in genere fra i tre ed i sei metri.
Ne esistono alcune varietà, che si differenziano a seconda della località di provenienza: la Boswellia Carterii cresce in molte zone dell’Africa, la Boswellia Neglecta proviene dalla Somalia, la Boswellia Sacra si trova soprattutto nell’Arabia Meridionale, mentre la Boswellia Serrata è originaria dell’India Orientale.
Quest’albero è conosciuto anche come Olibano, nome di origine Araba che significa «succo lattiginoso», e si riferisce appunto alla resina giallastra che fuoriesce dalle incisioni sulla corteccia: probabilmente fu una delle prime sostanze ad essere utilizzata singolarmente nelle fumigazioni e per altre preparazioni.
E’ curiosa la supposizione che il nome del Libano possa derivare proprio dal fatto che in quelle zone un tempo molto floride crescesse in abbondanza tale pianta.

Non occorse molto ai primi uomini, dopo la scoperta del fuoco, per accorgersi che a seconda della qualità di legno bruciato variava anche l’odore prodotto, in modo particolare quando fra i vari ceppi erano presenti frasche, radici,  fiori, resine o frutti.

Aria e Fuoco dunque sono i due elementi principali, ma anche la Terra dalla quale provengono le componenti essenziali per le miscele impiegate. L’Acqua invece si ritrova tanto rappresentata dalla forma liquida nella quale spesso si trovano le resine prima di cristallizzare, quanto come ingrediente utilizzato per scioglierne gli elementi gommosi in modo da rendere compatta ed elastica la mistura prima della lavorazione.

Il profumo, in buona sostanza, può essere assimilato allo Spirito o all’Etere.
Questa visione degli archetipi naturali riuniti in una sola materia può essere alla base del motivo per il quale i sapienti d’ogni epoca decisero di avvalersene durante le loro cerimonie sacre o lavori rituali.
Oltre a questo, alcune sostanze presenti negli ingredienti impiegati possono favorire lo scopo per il quale sono utilizzati: la resina d’olibano, ad esempio, durante la combustione produce dei cannabinoidi del tutto simili a quelli della canapa indiana, che era utilizzata nella ritualistica egizia per favorire la concentrazione.

E’ impossibile affermare con certezza quali siano state le prime popolazioni a integrare nelle loro pratiche mistiche l’utilizzo delle fumigazioni. Tuttavia abbiamo testimonianza dell’impiego di alcune sostanze a partire dai testi più antichi di medicina Ayurvedica e da reperti provenienti dalle popolazioni Assire, che circa tremila anni prima dell’epoca Cristiana ne conoscevano proprietà fisiche, sottili ed energetiche.
L’occidente avrebbe dovuto attendere circa ottocento anni prima che i Babilonesi annettessero l’incenso alle loro pratiche religiose.
Altri reperti possono essere rintracciati nel Libro dei Morti Egizio o negli scritti Tibetani, i quali forniscono istruzioni precise sull’uso cerimoniale di incensi come coadiuvanti per la meditazione o la preghiera.

Nella Bibbia troviamo le regole per comporre alcuni incensi sacri, così come sono stati riscontrati impieghi analoghi nelle cerimonie di popolazioni pre–colombiane, in quelle dello sciamanesimo amerindo o siberiano, tanto quanto nel paganesimo nordico, ellenico e romano.
Sono presenti inoltre elementi di farmacopea a base di fumigazioni (incensoterapia) all’interno della Medicina Cinese (come la moxa/moxibustione), in quella Tibetana, Indiana ed in generale in tutta la parte orientale del mondo, nonché nelle pratiche sciamaniche delle tribù Africane e Sudamericane.

C’è anche chi della preparazione e combustione di sostanze aromatiche ne ha fatto una vera e propria arte: in Giappone troviamo una disciplina chiamata Koh-Doh (Koh = incenso; Doh = via) con la propria filosofia, le regole codificate e lo spirito di continua ricerca e perfezionamento di miscele che oltre all’effetto psico–fisico sviluppino profumi delicati e armoniosi.
Il principio che sta alla base di questa via è la convinzione che osservando, ascoltando il fumo prodotto dall’incenso, e concentrandosi su di esso, sia possibile far defluire dal nostro essere tutte le preoccupazioni e gli stati ansiosi che affliggono la dimensione emotiva e mentale, ritrovando quindi l’armonia.
Per uno scopo simile gli antichi Egizi erano usi, al tramonto, bruciare il Kyphi: una miscela contenente 16 ingredienti la cui composizione è rimasta in parte segreta.
Era di fondamentale utilizzo anche durante le cerimonie funebri per fare in modo che le energie sprigionate accompagnassero serenamente l’anima del defunto verso il mondo dei morti.

Ogni tradizione ha il proprio modo di interpretare le fumigazioni e di classificare i vari ingredienti da unire nelle misture, generalmente legata alla cultura, alla filosofia, alla religione ed anche al campo della magia.
Gli ayurvedici ad esempio attribuiscono ad ogni parte delle piante valenza elementale, mentre nella religione buddista troviamo una miscela di cinque sostanze aromatiche chiamata makko, della quale ogni ingrediente è indicato per favorire la trasmutazione di qualità negative in positive.

Per quanto riguarda la tradizione ebraica, ripresa poi dalla magia medievale, la classificazioni avvengono sulla base dell’analogia tra macro e microcosmo, conferendo alle erbe come ad ogni altro essere del creato caratteristiche planetarie, con relative corrispondenze a livello di effetti, compreso quello fisico.
Ad ogni pianeta, inoltre, vengono attribuite in via generale le parti delle piante sulle quali esso governa (vedi il post: http://loltreluogo27.blogspot.it/2013/08/incenso-e-spirito-parte-3.html).

Le descrizioni sopra riportate sono molto eloquenti anche sul sistema di scelta utilizzato nella preparazione delle misture. Così ad esempio: per la medicina tibetana, nella mistura, vengono riunite insieme moltissime erbe, resine e cortecce che sono funzionali allo scopo (in alcuni bastoncini vi sono più di 100 ingredienti!); in quella indiana si provvederà affinché ogni mistura contenga tutti e cinque gli elementi, mentre seguendo i dettami delle scienze sacre occidentali, si riuniranno insieme quante più sostanze possibili dello stesso pianeta, o anche di altri a lui armonici, in modo da rafforzarne l’effetto e l’influenza.

Autore: Eraldo Antonio Olivieri





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Incenso e Spirito... parte 2°




- Effetti della fumigazione dell'incenso -






Effetti Materiali

E’ stato verificato che in generale durante qualsiasi percezione olfattiva vi è un rallentamento della respirazione, che giunge quasi all'arresto totale nel caso di un odore fortemente sgradevole.
A livello circolatorio, invece, abbiamo un aumento del battito cardiaco con diminuzione dell’ampiezza, mentre gli effetti di maggior rilievo si riscontrano sul sistema nervoso, pur variando da individuo a individuo.
A livello fisico più globale gli effetti della fumigazione sono in parte analoghi a quelli derivanti dall'utilizzo della medesima sostanza per altra assunzione: incensare con la cannella o i chiodi di garofano, ad esempio, risulterà stimolante e rinvigorente per la mente e il corpo, mentre al contrario i fiori di lavanda, di gelsomino o le foglie di menta risulteranno calmanti, distensive e lievemente assopenti.

A tal proposito vale la pena ricordare come nella filosofia indiana vi sia una classificazione degli elementi impiegati nelle fumigazioni direttamente associata alla dislocazione dei chakra: durante la pratica yogica, infatti, l’utilizzo di incensazioni è sempre presente quando possibile, poiché creandosi risonanza tra il profumo dell’ingrediente bruciato ed il chakra corrispondente si facilita il lavoro su di esso e si producono esperienze soddisfacenti a livello meditativo.

Inoltre la diminuzione del ritmo respiratorio dovuto all'inalazione dei fumi induce il meditante a concentrarsi sulla cadenza e la profondità del respiro stesso, nonché sulla modalità con cui introduce ed emette aria nel e dal proprio interno.
Tutte le filosofie orientali considerano l’atto del respirare come il fondamento sia dell’essere umano che del lavoro per la crescita interiore: è il simbolo del flusso dell’energia cosmica in costante alternarsi fra due estremi opposti, sebbene la risultante di questo moto perpetuo sia in realtà l’eterna «stasi».

Nella filosofia esoterica occidentale questa considerazione è invece ben nascosta ma presente, soprattutto nei dettami e nelle allegorie alchemiche. Per contro sono evidenti le indicazioni degli effetti sul fisico, che dipendono strettamente dalla segnatura planetaria cui l’ingrediente è sottoposto.

Le sostanze incense, inoltre, non producono effetto solamente sul corpo di chi vi è esposto, ma anche sull’ambiente circostante: gli ingredienti purificanti ad esempio, come la canfora o il timo, possiedono effetti antisettici e antibatterici, cicatrizzanti ed insetticidi, al punto tale che venivano impiegati all’interno delle sale operatorie per sterilizzare l’ambiente prima degli interventi (assieme allo zolfo).



Effetti Mentali ed Emotivi

A livello anatomico il senso dell’olfatto possiede delle dinamiche in gran parte ancora sconosciute: alcuni esperimenti hanno evidenziato come nel momento in cui un odore viene percepito, si mettano in funzione varie aree del cervello con frequenza ed ordine caotici.

In questo caso l’idea di caos non coincide con quella di «casuale», bensì sottende una logica ed un ordine di altissima complessità, in un processo del tutto simile a quello che avviene durante l’espressione del pensiero creativo.

La scienza odierna non si è ancora pronunciata in modo definitivo su cosa sia a livello fisico un «odore», perciò in riguardo alle reazioni che avvengono nell’apparato olfattivo ci si riferisce ai risultati della dissoluzione di sostanze volatili in uno strato di muco che permea l’interno delle nostre narici.
Una volta disciolte, lo stimolo prodotto sarà codificato dai recettori, suddivisi in gruppi, ciascuno dei quali è dedicato alla percezione di aromi ben precisi e specifici.
Sebbene i recettori siano dunque in grado di riconoscere singolarmente solo poche tipologie di odori, la capacità del cervello di registrarne e classificarne circa diecimila varianti diverse è dovuta all’interazione di tali gruppi, e all’interscambio di informazioni tra di essi. Inoltre, accendendosi in simultanea alcune aree cerebrali che presiedono agli altri sensi, lo stimolo olfattivo può legarsi ad emozioni, situazioni, o persone di vario genere. A seconda poi dell’intensità associativa, la memoria riporterà a galla tutto quanto è ad esso correlato in qualunque momento si dovesse ripresentare il medesimo odore: nell’inconscio, infatti, non esiste il concetto di tempo.
Gli impulsi elaborati dal nostro naso sono di fatto inviati alle parti più ancestrali del cervello: il sistema limbico, l’amigdala, la ghiandola pineale (epifisi) e ghiandola pituitaria (ipofisi).
Durante la percezione di un odore è stato verificato come quest’ultima si contragga quasi all’istante, rendendo possibile la commistione di più percezioni sensoriali: un determinato profumo, dunque, può richiamare alla mente un colore o addirittura un suono, ed è per questo che le fragranze possono essere divise secondo criteri cromatici o musicali come «tonalità» o «note».
Le note «di testa» sono quelle più alte, leggere, e le prime a colpire, quelle «di cuore» sono medie, poco più lente ad arrivare ma solide e corpose, mentre quelle «di fondo» sono basse, intense e danno stabilità ad un profumo.

Mutuando i termini dall’anatomia occulta indiana, che ben descrivono i processi sottili che avvengono nell’individuo, la ghiandola pituitaria è associata all’Ajna Chakra o Terzo Occhio, sede dell’inconscio e delle facoltà mentali latenti dell’uomo, nonché ponte verso il Chakra della Corona, associato alla ghiandola pineale, che risvegliato porta all’illuminazione Divina. 
L’epifisi è inoltre in grado di secernere autonomamente la DMT (dimetiltriptamina), una sostanza psichedelica contenuta anche in diversi tipi di vegetali, conosciuti ed impiegati da tempo immemore dagli sciamani della zona amazzonica per favorire stati «altri» di coscienza.
Tramite la fumigazione si può trovare un aiuto a dischiudere le porte che proiettano verso queste dimensioni trascendenti: va sottolineato infatti come alcuni profumi siano in grado di esercitare un effetto fortemente calmante sulla psiche e sul turbinio di pensieri dai quali è assediata, favorendo in questo modo la concentrazione e il vuoto mentale.
E’ questa la precondizione necessaria affinché avvenga dhyàna, termine sanscrito che indica l’evocazione prolungata nel mentale di immagini o simboli che rimandano a qualità o esperienze divine, in modo da poterle «assorbire» ed interiorizzare.

Durante l’assenza di pensieri, inoltre, è possibile riuscire a stabilire un contatto con il proprio Sé Superiore, cioè la scintilla che ci collega da un lato a tutti gli altri esseri viventi, e dall’altro al Divino, aprendoci l’accesso alla Conoscenza e Coscienza Universali: alla Verità nell’Unità, dunque.

Le modalità attraverso le quali avviene tutto questo, però, sono decisamente soggettive: sempre secondo l’anatomia occulta, infatti, la percezione e l’elaborazione di un profumo sono il risultato dell’interazione fra una vibrazione di fondo interna all’uomo, dipendente dalla sua disposizione mentale, e la vibrazione dell’essenza che viene diffusa nell’aria.
Ogni sostanza esercita di per sé un proprio effetto caratteristico sulla psiche, sul carattere e sull’umore, in genere analogo a quello che possiede sul piano fisico, e che contribuisce a inclinare gli individui e l’ambiente che impregna verso quel particolare tipo di atmosfera.

È logico però, che qualora la vibrazione scaturita risulti disarmonica rispetto alle persone che ne entrano in contatto, o evochi nel fruitore delle sensazioni mentali sgradevoli, l’effetto non sarà quello desiderato bensì una serie di stimoli emotivi che possono andare dal lieve fastidio, al rifiuto, sino addirittura al terrore.
Ciò può dipendere, ad esempio, dalle associazioni di ricordi che questo individuo ha creato in precedenza rispetto al profumo impiegato, come detto sopra.

Anche nella tradizione cabalistica ritroviamo concetti operativi simili: ad ognuna delle sephiroth, come ad ognuna delle lettere dell’alfabeto, è associato un profumo specifico, che opportunamente utilizzato permette di connettersi, tramite meditazione, alle qualità Archetipe della sfera che si sta andando ad indagare, per esempio. 
Questo può avvenire tramite esperienze di luoghi consoni allo «spirito» della sephirah, oppure di animali o persone che incarnino i principi di quella particolare manifestazione Divina.



Effetti Sottili e Magici

Profumi e fumigazioni non sono esentati dalla legge Universale dell’analogia: anch'essi infatti rispondono al motto ermetico di «come in alto, così in basso».
Ciò significa che l’effetto di queste sostanze sul piano materiale si riflette analogamente sui livelli più tenui della materia o, per meglio dire, sui livelli energetici: una pianta purificante come il timo ad esempio, oltre ad esercitare il proprio effetto antisettico nell’aria, sarà adatta a rimuovere tutta la sporcizia energetica che si annida in un luogo. Bruciando questa pianta (così come altre analoghe) ci si garantisce anche l’allontanamento di alcune entità astrali poco gradite, come le larve o piccoli e deboli eggregori generati da emozioni improvvise e generalmente violente oppure da pensieri fissi.

Allo stesso modo fumigando la resina d’olibano, utilizzata nella farmacopea come antiedematoso e contro gli accumuli di liquidi nel corpo, anche la situazione energetica dell’ambiente in cui si diffonde risulterà fluidificata, provvedendo a sciogliere eventuali accumuli energetici e ripristinando il normale circolo.
Tali effetti non sono dissimili sui corpi sottili dell’uomo: la resina d’incenso, così come alcune altre sostanze fra le quali il legno di sandalo o l’elemi, vengono utilizzate per la pulizia energetica dei chakra, dal momento che eliminano eventuali perturbazioni di moto o vibrazione.
In questo modo inoltre, viene ripulito l’intero sistema di canali attraverso i quali l’energia si distribuisce all’interno del corpo, permettendone un flusso regolare ed armonico.
Per lo stesso principio d’analogia, la pulizia sottile ad opera della fumigazione contribuirà ad eliminare emozioni indesiderate, causa principale dello squilibrio dei centri energetici, creando in questo modo un circolo virtuoso.

Le scienze esoteriche occidentali, invece, prendono una strada differente rispetto alla visione umida delle tradizioni indiane, avvalendosi delle fumigazioni in maniera decisamente più secca.
Secondo i dettami dei sapienti – soprattutto medievali – riguardo alle pratiche magiche, infatti, ritroviamo il concetto che ogni elemento presente all’interno di un rituale, in primis l’attenzione e dunque la Volontà del magista, devono essere concordi al risultato che vuole ottenere.

In questo caso sarà opportuno assicurarsi che i pianeti siano disposti in modo consono all’operazione da svolgere, ed in secondo luogo scegliere ingredienti per incensare che abbiano segnatura astrologica del pianeta sotto gli influssi del quale si vuole operare. Infine, fare in modo che i profumi generino nell’operatore un sentimento sufficientemente forte per poter canalizzare la propria energia mentale verso lo scopo che si è prefisso.
Per aumentare l’effetto delle fumigazioni di questo tipo, durante l’epoca medievale non venivano impiegate soltanto piante ma anche pietre dure, minerali e parti (od organi) di alcuni animali che avevano corrispondenze planetarie in accordo con il rituale. 
Va menzionato il fatto che anche ognuno dei segni zodiacali possiede il proprio profumo o la propria sostanza peculiare.

Per concludere è interessante notare come all’interno di taluni trattati sulla preparazione di talismani, l’impiego dei profumi e delle essenze sia tenuto in particolare considerazione: è addirittura possibile confezionarne alcuni semplicemente imbevendo, con condizioni propizie, un batuffolo di cotone nell’aroma desiderato e portarlo addosso in un sacchetto opportunamente cucito. 
Viene poi fatta menzione di come un oggetto, una volta caricato magicamente e impregnato dell’energia sprigionata grazie alla combustione di incensi, rimanga carico fino a che non venga sconsacrato e consacrato nuovamente per altro utilizzo, sebbene possano passare anche degli anni. 
Questo perché attraverso il fuoco vengono liberate l’energia e l’aura della pianta, direzionate poi attraverso la Volontà dell’operatore, come di fatto avviene per ogni azione magica con qualsiasi forma energetica.


Autore: Eraldo Antonio Olivieri




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Vedi anche il libro: "Incenso e benessere spirituale.
Guida all’utilizzo pratico delle essenze naturali e dell’incenso"
di Fred Wollner





Spirito & Eros



- Tre indicazioni “sull'Eros Sacro” -




"L’anima gemella non si presenta come un uomo, o una donna, che incontrerete per caso e che vi farà provare il famoso colpo di fulmine.
L’incontro con l’anima gemella è anzitutto un processo psichico attraverso il quale la parte superiore di voi stessi attira la sua parte complementare.
Dovete aver lavorato a lungo per mostrarvi degni della vostra metà divina.
Ma quando avrete finalmente stabilito il legame, la sentirete presente perché essa abita in voi."

- Omraam Mikhaël Aïvanov -



"L'asceta non può procedere oltre se non conosce il mistero della Iside-Sophia, che è il mistero della redenzione dell'eros.
Per lui non è soltanto esperienza della donna interiore, bensì soprattutto incontro con la creatura femminile che la impersona.
La presenza vivente della donna reca l'elemento decisivo della reintegrazione, come potere che essa incarna, ma non realizza se non mediante l'incontro."

- M. Scaligero -



"Gesù disse loro, "Quando farete dei due uno, e quando farete l'interno come l'esterno e l'esterno come l'interno, e il sopra come il sotto, e quando farete di uomo e donna una cosa sola, così che l'uomo non sia uomo e la donna non sia donna, quando avrete occhi al posto degli occhi, mani al posto delle mani, piedi al posto dei piedi, e figure al posto delle figure allora entrerete nel Regno."

- Vangelo apocrifo di Tommaso -






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- Scienza dello Spirito -




R. Steiner: La Veggenza



- La Veggenza - 





    "Si assume un giusto atteggiamento di fronte alle cose del mondo soprasensibile quando si premetta che un sano pensare è un sano sentire sono in grado di comprendere le vere cognizioni che possono fluire dai mondi Superiori e che, muovendo da questo intendimento e facendo di esso la propria solida base, si è anche compiuto un passo importante verso la visione diretta sebbene per conseguirla occorre anche altro...
Ci si sbarrano invece le porte della vera Conoscenza Superiore se si disprezza questa via e si vuol penetrare nei mondi superiori soltanto in un altro modo. Voler ammettere i mondi Superiori solo dopo averli veduti e impedimento alla veggenza.
La volontà di comprendere prima attraverso il sano pensare quel che più tardi potrà essere veduto promuove tale veggenza; evoca forze importanti dell' Anima, le quali appunto conducono alla veggenza…"


Tratto da: Teosofia di Rudolf Steiner





giovedì 15 agosto 2013

Le festività d'Agosto dei romani...




Il Ferragosto e la nostalgia
del Paradiso Perduto




    La festa più calda del ciclo dell'anno porta anche essa l'impronta del talento organizzativo dei Romani. Nel 18 avanti Cristo, l'imperatore Augusto decise di porre ordine in una serie di festività sparpagliate lungo il mese che in seguito avrebbe preso il suo nome: Agosto. Le "ferie di Augusto" non rappresentavano pertanto una innovazione, ma piuttosto una razionalizzazione del calendario religioso latino. Si protraevano per una quindicina di giorni e culminavano il 15 di Agosto. Roma non era ancora una città con fama di indolenza. Ma nella capitale dell'impero, in quel giorno anche i più solerti ottemperavano al gradito ordine di darsi una calmata.I banchetti, le bevute, gli eccessi erano considerati leciti in quei giorni di estrema calura. Nel momento più caldo dell'anno era permessa la trasgressione alla norma che regola la quotidianità, esattamente come era considerata lecita la trasgressione durante i Saturnalia (coincidenti con il nostro Capodanno) nel momento più freddo dell'anno. Alla festività del giorno di ferragosto partecipavano anche i servi: la trasgressione travolgeva le regole ferree della stessa stratificazione sociale. Nel folklore delle città d'Italia è rimasta più di una traccia dell'antica maniera di celebrare la festa. Durante i festeggiamenti di metà Agosto, in tutto l'impero si organizzavano corse di cavalli. Gli animali da tiro, asini e muli, venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori: le "ferie" si estendevano allo stesso mondo animale. Il palio di Siena, che si svolge il 16 agosto, porta traccia di questa letizia pagana che libera gli animali dal giogo e dalla soma, per scatenarli nella corsa.Il palio medievale è consacrato alla Vergine Assunta, perché appunto a Ferragosto la Chiesa Cattolica celebra l'Assunzione di Maria, l'ascesa al cielo del suo corpo glorioso. Qui sembrerebbe essere avvenuta una frattura tra il licenzioso Ferragosto pagano e la festività cristiana consacrata alla più pura delle creature umane.In realtà, uno storico delle religioni coglierebbe più di un motivo di continuità tra i riti pagani di Agosto e la successiva celebrazione di Maria Assunta. Nel mese di Agosto il calendario dei romani allineava una serie di date consacrate a divinità della terra, della fecondità. Il primo di agosto si celebrava la Dea Speranza. Il cinque agosto la Dea Salus, garante della prosperità del popolo romano. Il nove di agosto, alle più alte temperature dell'anno, si onorava il Dio Sol Indiges, il Sole considerato come antenato ("indiges") della stirpe latina. Il dodici di agosto si accendevano le lampade in onore della dea Iside: qui siamo di fronte a un culto non originario dell'Italia, proveniente dall'Oriente. Iside porta in braccio un fanciullo divino: straordinaria prefigurazione di ciò che in seguito sarebbe divenuta la Madonna col Bambino. Autoctona era invece Diana, la dea delle selve che si celebrava il 13 di agosto. In quella data, servi e padroni si recavano insieme al tempio sull'Aventino e poi nei boschi per pic nic ante litteram. Nello stesso giorno si festeggiava anche il dio Vortumno, colui che faceva maturare i frutti.La coerenza logica di tutti questi appuntamenti religiosi è evidente: nel mese più caldo, la terra si prepara ad offrire la pienezza dei frutti. L'uomo partecipa alla gioia della fruttificazione e rende grazie, rivolgendosi a divinità che sembrano propiziare l'eterno perpetuarsi della prosperità. Alcune divinità sono astratte: la "Salute", la "Speranza". Altre sono più carnali e proprio queste assumono volto di donna e di madre. Se Diana esprime un tipo di femminilità guerriera, inavvicinabile, anche violenta; Iside già incarna il modello di "madre dolcissima" che nei millenni successivi sarebbe stato identificato in Maria. Nel folklore popolare, nelle stesse attribuzioni teologiche il passaggio da Diana e Iside a Maria Madre di Dio è stato facile. Anche Franco Cardini , occupandosi di feste agostane, ha sostenuto che l'origine del culto mariano che le caratterizza sarebbe da ricercarsi negli antichi culti della dea egizia Iside o della "Gran Madre" mediterranea. Interessanti sono anche i anche i riferimenti astrologici. Tutti gli anni, intorno ai giorni di Ferragosto si verifica la "levata eliaca" di Sirio. Accade cioè che la "Stella del Mattino" per la prima volta nel corso dell'anno diventa visibile appena prima dell'albeggiare, del sorgere del Sole ("Elios" in Greco). E la Stella del Mattino che si leva nel cielo purissimo dell'aurora, quando le tenebre della notte si convertono in un azzurro sereno, fu identificata dai popoli del Mediterraneo prima con Iside, poi con Maria di Nazareth.

Superato il momento "drammatico" della Pasqua, gli occhi dei cristiani cominciano a rivolgersi al cielo. Nel giorno dell'Ascensione Cristo ascende al Cielo, a Pentecoste lo Spirito Santo si manifesta in Cielo come fiamma di fuoco e discende sul capo degli apostoli, a Ferragosto la Madonna stessa è assunta in Cielo. Nel ciclo dell'anno si pongono così due poli opposti: nel momento più freddo dell'anno (Natale, Solstizio d'Inverno) gli occhi sono rivolti alla grotta, alla cavità della terra nella quale si incarna il Dio Salvatore. Nei mesi caldi in cui irrompe la forza della natura, gli occhi si rivolgono al Cielo per celebrare il pieno trionfo delle forze divine. Cristo, vinta la Morte, ascende al Cielo. Maria, sua madre, è assunta in cielo.Nel modo "profano" di celebrare la festa di Ferragosto vi è qualcosa che riflette questi antichi contenuti sacrali? Sembra difficile abbinare alle scorpacciate di anguria, alla totale indolenza di Ferragosto qualcosa di "mistico". E tuttavia, direbbe Eliade, la "nostalgia" che caratterizza psicologicamente il Ferragosto è una nostalgia "religiosa". Nell'Estate la vita trionfa nel mondo naturale e anche tra gli uomini: le malattie sono ridotte. Il sistema immunitario non deve difendersi dai nugoli di infezioni che cominciano ad assediarlo a partire da autunno. Lo stress del lavoro, delle preoccupazioni quotidiane viene accantonato per un attimo. Le città – simbolo della tormentata storia umana – sono abbandonate. L'assoluto riposo che si insegue nei giorni di Ferragosto esprime la nostalgia di quel "paradiso terrestre", che le tradizioni religiose pongono al principio della esperienza umana, chiamandolo Eden o Età dell'Oro. Sono i giorni del sonno e del sogno; gli amori estivi sbocciano e volano via come fiori onirici. Il calore che abbronza i corpi degli uomini sembra anche sottrarli alla "terrestrità" della vita quotidiana.Ovviamente, tutto ciò non dura che un attimo. Per questo, Ferragosto oltre ad esprimere una nostalgia (per una condizione perduta di assoluta letizia) esprime anche la malinconia per l'estate che giunta al suo culmine si rovescia. "La prima acqua di agosto è inverno" recita uno dei più pessimistici proverbi metereologici. Può non esser vero dal punto di vista climatico, ma lo è sicuramente sotto il profilo psicologico: superato il punto di massima spensieratezza del ferragosto, le preoccupazioni individuali e familiari, le incombenze cittadine ritornano. Basta una pioggia di fine agosto per dissolvere il sogno di mezza estate.Certamente, la delusione è più grande per chi aderisce ad una concezione "laica" del divenire. Chi invece partecipa al corso dell'anno con un sentimento religioso sa bene che il momento della festa è reso più gioioso dalla coscienza di aver compiuto i propri doveri e dalla consapevolezza di dover presto tornare ad assumersi le proprie responsabilità.




    Nelle feste del folklore cattolico la gaiezza pagana si mescola peraltro al riferimento ai valori etici della religione. A Sassari la "processione dei candelieri" del 14 di Agosto rinnova il voto di devozione alla Vergine, che salvò la città dalla peste. A Porto Santo Stefano, in Toscana, il palio marinaro dedicato alla Assunta fa da pendant acquatico al più noto palio di Siena che si svolge a distanza di poche ore. Nel reatino e nell'aquilano, le celebrazioni prevedono danze e falò nella notte. Nei giorni più caldi dell'anno, la vita sboccia in tutta la sua allegria nelle ore notturne. Il falò – che è un elemento caratterizzante delle feste del solstizio d'estate – ritorna ad essere acceso a ferragosto. I ragazzi che d'estate si riuniscono con la chitarra attorno ai fuochi sulla spiaggia forse non sanno che stanno perpetuando in forma più "sentimentale" comportamenti rituali europei che risalgono all'età del neolitico.Ovviamente, se di notte si sta svegli all'aperto gli occhi ancora una volta si volgono in alto: alle stelle. Il cielo incombente di Agosto accende per un attimo il sentimento estatico di contemplazione anche nell'intelletto più prosaico. I segni zodiacali dell'estate: il Leone e la Vergine sono riferiti dalla tradizione medievale appunto a Gesù e a Maria. Cristo è "il leone di Giuda", Maria è la Vergine destinata ad realizzare le profezie dell'Antico Testamento e quelle "pagane" di cui si fece portavoce Virgilio nella IV Ecloga (Giunge l'ultima età del vaticinio cumano/ecco la Vergine, ecco l'età dell'Oro/una generazione divina discende dal cielo... il fanciullo che sta per nascere/con lui cesserà l'età del Ferro, ritornerà l'Età dell'Oro). Nei giorni di ferragosto, secondo la simbologia astrologica, il Sole transita appunto dalla regione del Leone a quello della Vergine. Finisce l'estate e incominciano i tempi che preparano il Natale. Significativa per cogliere questa relazione di affetto e di rispetto mistico tra la Madre ed il Figlio è la processione di Tivoli, detta dell' "inchinata". Il giorno di Ferragosto da due diversi punti della città escono le statue della Madonna e del Salvatore: a un certo punto si incontrano sotto due archi di mortella e si inchinano l'una in direzione dell'altra. Il figlio si inchina alla madre e la madre al figlio. Dalle ancestrali tradizioni del Mediterraneo una apoteosi del "mammismo" italico...Più cupi e sanguinari sono i riti settennali dei Battenti che si svolgono a Guardia Sanframondi nel Beneventano. Ogni settimana subito dopo Ferragosto, si ripetono una serie di sacre rappresentazioni che culminano nella processione dei battenti: i penitenti in saio bianco e cappuccio escono dalla Basilica dell'Assunta, con in mano un croce e un cilicio di sughero irto di aculei. Usciti dalla Chiesa procedono in un primo momento all'indietro, per non volgere le spalle alla vergine. Si battono il petto fino a far uscire il sangue. L'emozione di coloro che partecipano e anche di quelli che assistono è intensa: l'elemento sangue una volta evocato non lascia indifferenti gli uomini. Anche qui siamo di fronti a riti ancestrali dell'area del Mediterraneo: in Europa sono quasi del tutto scomparsi, perché il cristianesimo – checché ne pensino i suoi detrattori – non ha mai incoraggiato più di tanto queste forme estreme di "penitenza", ma in aree del Vicino Oriente islamico esse si perpetuano e si caratterizzano oggi per una rinnovata carica aggressiva: pensiamo ai "battenti" dell'Iran che fustigandosi, mostrano la loro seria intenzione di versare il sangue (proprio? altrui?) in nome dell'Islam.Più amene la celebrazioni che Messina dedica al Ferragosto: vengono fatte sfilare le statue di due giganti a cavallo. O meglio: un gigante moro e una gigantessa nelle sembianze di una prosperosa donna bianca e incoronata. Sono i fondatori della città. Sfila anche un cammello, in ricordo del conte Ruggiero il Normanno che giunse in Sicilia proprio sul dorso di un cammello per compiere la conquista dell'isola ai danni degli Arabi che la occupavano. A conclusione dei festeggiamenti sfila la "Vara", una macchina votiva, alta più di tredici metri che porta in alto una statua della Vergine. L'altezza raggiunta dalla macchina esprime, nella carnalità della devozione popolare,il tema della ascensione di Maria al cielo. Nel maestoso cielo di metà Agosto.






Credits to:
Alfonso Piscitelli per
- La Scienza dello Spirito -





domenica 11 agosto 2013

Stelle & Spirito...




Il Segreto delle Stelle Cadenti...




   Tutti cerchiamo qualcosa. Se lo cerchiamo nel mondo materiale pensiamo di trovarlo all'esterno di noi stessi. Se lo cerchiamo nel mondo spirituale siamo portati a credere di poterlo trovare all'interno di noi.
Una massima dice: la risposta è dentro di te.
Una battuta invece dice: la risposta è dentro di te, ma è sbagliata.
Ambedue le affermazioni sono vere perché si riferiscono a due esseri diversi. Uno vero e l’altro falso.
Come si fa a sapere quale é l’Io interiore che contiene tutte le risposte della vita? Dalla felicità.
Nel primo caso si sa solo che si è felici, sia pure per un attimo, si è completamente, immensamente e interamente felici e più correttamente si dovrebbe chiamarla beatitudine.
Nel secondo caso sappiamo solo, che a dispetto di ogni altra cosa, momentanea soddisfazione o eccitazione, non si è veramente felici.
Aivanhov, definendo la natura umana, parla della coesistenza di una natura inferiore e di una natura superiore. All'interno di ognuno è una continua lotta tra due esseri (o stati di essere) in competizione che Aivanhov chiama Personalità e Individualità.
"Persona"  è la maschera e in ogni incarnazione la maschera è diversa, “Individualità” è l’abitante della maschera, colui che non cambia, il vero Sé divino.
La personalità è in parte ancora inesistente nel bambino ma già tracciata, si sviluppa con l’età come la trama di un tessuto e si consuma nella vecchiaia.
Il risveglio dell’anima consiste nel riconoscimento del Sé interiore e nell'abbandono momentaneo della maschera della personalità.
Ora anche se possiamo capire qualcosa del nostro essere maschera, né la mente, né il cuore né la volontà sono risolutivi.
E questo perché mente cuore e volontà sono una triade che esiste tanto nella natura delle Individualità quanto nella natura della Personalità.

Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto”
Quale è, in ogni dato momento, il cuore che chiede, la mente che cerca, la volontà che agisce? La strada dell’evoluzione spirituale, cioè della evoluzione dell’essere allo Spirito, è insidiosa perché ad ogni sviluppo della Individualità segue uno sviluppo della Personalità.
Differentemente il discernimento è possibile solo dal punto di vista della Coscienza Superiore che è esattamente ciò che si illumina.
Fuori da questa esperienza si persiste sempre in un tipo di coscienza media, anche se ampliata o sofisticata, una coscienza media perché media in un equilibrio precario le necessità delle due nature.

“E’ ora che l’uomo prenda coscienza che le manifestazioni del proprio corpo, del proprio cuore e del proprio intelletto, non sono l’espressione del suo vero Sé. Affrettandosi a soddisfarle, l’uomo si mette al servizio di qualcosa di diverso da sé stesso”

Cioè ciò che noi consideriamo noi stessi, non siamo. Io è un miraggio, illusione, Maya.
Io voglio, Io devo, Io faccio, Io desidero, Io soffro, Io godo…
Tutto inutile, non si va lontano, anzi si va proprio lontano dal momento, dalla Realtà, dalla Verità della nostra vita. Eppure questo io inferiore esiste e nella quotidianità le due nature sono mescolate. E inseparabili. Talvolta nel peggio ci soccorre l’Io superiore oppure nel meglio interviene l’io inferiore e rovina tutto.
Questo è il motivo per cui anche persone rette possono commettere azioni folli e crudeli e talvolta criminali incalliti possono manifestare azioni nobilissime.
La vita umana è il campo di battaglia di due nature e in questo consiste il libero arbitrio: nella scelta di quale natura assecondare e realizzare.
La natura, sia superiore che inferiore, non cambia mai, è sempre la stessa. Ciò che cambia è il rapporto tra esse, chi governa chi.
La Personalità è la forma della nostra reincarnazione, permette di consumare il karma ed è in grado di determinarne del nuovo, sia immediato che futuro, e nutre se stessa.
L’Individualità è la sostanza della nostra incarnazione, è il nostro personale collegamento tra la sfera del Dharma e la sfera del Karma, vale a dire che la scintilla divina in noi media tra spirito e materia e nutre l’io della personalità.
Nel loro rapporto è il significato della vita.
Ogni qualvolta crediamo di progredire ecco che la personalità comincia a parlare: vuole convincerci che è divenuta migliore e nel far questo è bravissima. La Personalità seduce e conquista. L’individualità ama e nutre.
Ciononostante la Personalità è un veicolo della vita, non la si può annientare, si può solo giocare a nascondino e allora diventa un gioco infinito…
Quello che si può fare invece è domarla con le qualità proprie del Sé superiore: amandola di un amore audace e temerario.
Giocare a nascondino con la natura inferiore del proprio essere è foriero di disastri. Quante belle parole e sante verità sono state pronunciate, magari con veemenza, da uomini in realtà controllati dalle proprie personalità. Nel libro “Il coccodrillo, ovvero la lotta tra il bene e il male”, Claude de Saint Martin racconta dell’oratore che parla nel tempio della Verità. Tanto più esatte e edificanti erano le sue parole, tanto l’autore si accorgeva che interiormente ne pronunciava altre assai diverse e contraddittorie a quelle che vi uscivano e tale era il contrasto tra le due voci che ad ogni frase lo sforzo dell’oratore aumentava di intensità, per mettere a tacere la voce dentro e poter non rendersene conto…
Il problema di quell'oratore era che l'Egosistema della personalità, comunque cosciente, era diventato un SuperEgo, cioè inconscio e quindi non visibile oltre che dominante.

Condurre un agire, un sentire e un pensare retto porta alla realizzazione della natura umana sostanziale e cioè all'integrazione di personalità e individualità con questa che governa quella.
Non credo che esiste a riguardo un come preciso, altrimenti si saprebbe, non lo si potrebbe tener nascosto e tutti ne potrebbero facilmente usufruire.
Tecniche e discipline aiutano più l’uomo-tutto-di-un-pezzo che coloro che non hanno risolto la contraddittorietà della duplice natura. E anche per il primo, ad un certo punto, tecniche e discipline, anche se necessarie, non sono risolutive.
Al pari dell’Io illusorio della personalità, le tecniche e il loro controllo sono potenti ad un verso e impotenti all’Altro. Sono un come che si è proiettato al di fuori del cosa e rimangono niente se non tornano ad Essa.
A seconda degli insegnamenti, del temperamento e della specifica condizione esistenziale, taluni credono che sia possibile cancellare o sottomettere arbitrariamente il proprio Sé inferiore e nutrono appassionatamente e perseguono con determinata volontà una via spirituale che è percepita erroneamente come vita spirituale.
L’esperienza dello Spirito sembra una conquista dal punto di vista della coscienza normale ma è un atto di ricezione dal punto di vista della Coscienza Superiore.
In effetti è possibile conquistare o costruire solo qualcosa che poi deve essere abbandonato.
E se è facile saltare da tre gradini non è detto che lo sia da una altezza superiore. Ecco perché si dice che la fiducia è la tecnica suprema.
La fiducia è difficile e possibile solo se non si permette al dubbio di proliferare in sospetto.
Il sospetto è un dubbio dominante, vive nella divisione tra abbandono e attenzione.

Qualsiasi sia la maestria del controllo, ciò non basta nel momento dell’abbandono.
La trasmutazione spirituale, la reintegrazione, avviene con lo stesso meccanismo con il quale la natura superiore assorbe e amalgama quella inferiore, anzi, in un certo senso, sono la stessa cosa, solo su un piano più alto…
Amore e Saggezza portano insieme alla Verità. Trasporto Mistico e Maestria Magica sono una cosa che necessita del come e un come che deve ritornare cosa.

L’uomo di desiderio deve raggiungere insieme la maestria dell’abbandono e l’abbandono della maestria. Già all'inizio un movimento repentino avviene ogni qual volta si riconosce che io è nulla rispetto a Dio.
Viene detto che quando si vede una stella cadente si può esprimere subito un desiderio e si realizzerà: in quell'attimo si può essere il desiderio che vola in alto nel tempo della stella cadente. Un attimo in cui l’Anima gioca tutte le sue possibilità per giungere nel luogo in cui si è realmente con Dio.

La riuscita dell’uomo consiste nel giusto movimento.






Credits to:
"La Scienza dello Spirito"